L’AQUILA – Sembra un giorno qualunque al centro commerciale l’Aquilone: tante le persone indaffarate negli acquisti mentre i pensionati leggono il giornale e le mamme con i loro bambini chiacchierano con le amiche.
In realtà questo clima di calma apparente cela tensioni per l’incubo per eccellenza degli aquilani: il terremoto.
Nonostante i giorni movimentati gli aquilani, che convivono con le scosse dal 6 aprile 2009, sembrano essenzialmente rassegnati, e per ora non sembra presente un’eccessiva sindrome da psicologia collettiva.
La signora Loreta, che vive in una casa di proprietà, agibile, racconta la notte appena trascorsa: “Questa notte – spiega – non ho sentito le due scosse, per fortuna. Forse ho dormito perché ero molto stanca. Ho paura e mi aspetto un’altra forte scossa mi sono organizzata per una fuga veloce e vicino a letto ho rimesso una torcia. Credo che il centro commerciale, a differenza del centro storico e dei cantieri, sia sicuro quindi può restare aperto”.
È la volta della signora Lidia Spinesi. “Questa notte non ho dormito – ammette – ho avvertito entrambe le scosse. Anche ieri ho udito tutte le scosse. Abito in un progetto C.a.s.e. a Camarda e credo che dopo il terremoto nessuno abbia imparato qualcosa. Non credo più a nulla e penso che se le autorità avessero voluto ci avrebbero avvertito anche in questa occasione. Occorre fare prevenzione”.
Fuori dal coro Sante Sconci, che afferma: “Non ho sentito il terremoto né stanotte né ieri. Non ho paura. Ho una casa di proprietà classificata ‘A’ e sono tranquillo perché i movimenti della terra, secondo me, non si possono prevedere. In passato ho dormito in macchina ma, per ora, dormo nel mio letto”.
Vincenzo e Alfonso, due idraulici impegnati nella ristrutturazione degli edifici inagibili, sono d’accordo con la chiusura preventiva del centro storico e dei cantieri per 48 ore: “Queste chiusure — assicurano – sono un’importante risposta di prevenzione. Il centro storico è puntellato e non si può ritenere sicuro al 100 per cento. Mettere in sicurezza gli operai dei cantieri è doveroso perché si evitano molti rischi. Il centro commerciale è intatto e la struttura rispetta criteri sismici”.
Agitata e poco tranquilla è la signora Maria Paola Di Gregorio. “Sono molto agitata, questa notte ho dormito pochissimo. Mio figlio – prosegue – ha preferito dormire a casa di sua zia. Credo che arriverà una forte scossa, di magnitudo minore rispetto a quella del 6 aprile, perché le faglie non si sono ancora abbassate. Vivo in una casa classificata ‘B’, che è stata ristrutturata, ma non sono sicura che possa resistere a un forte terremoto”.
“Avrei voluto fare una valigia – conclude – perché non si può vivere con questa ansia. Anche se non si può prevedere un terremoto occorre fare informazione e prevenzione, ma senza creare eccessivi allarmismi”.
Patrizio Campomizzi, responsabile della sicurezza del centro commerciale, illustra la situazione di questi ultimi giorni: “Qui – spiega – non abbiamo avvertito le scosse e l’affluenza è rimasta invariata. Il centro commerciale è a norma e, a differenza del centro storico e dei cantieri, può restare aperto. Qui dentro non ho paura del sisma, a casa mia sì. Anch’io credo che il terremoto non si possa prevedere”.
La prima a fare il nome di Giampaolo Giuliani è Silvia Ciciotti, già Dama della Bolla nella Perdonanza Celestiniana: “Io sto con Giuliani – afferma – Dopo averlo criticato tutti volevano parlarci. Ho paura, questa notte ho dormito in una casetta di legno. Ho preparato vestiti, una bottiglia d’acqua e il caricabatteria per il cellulare. Mi affido alla provvidenza”.
Sonia Di Fabio e sua figlia Michela raccontano la nottata trascorsa: “Stanotte non abbiamo sentito le scosse, però abbiamo dormito con le porte aperte. Viviamo in una casa a Bazzano, inizialmente classificata ‘B’, che è stata ristrutturata. Siamo stanche di questo sciame sismico”.
Sonia e Michela, entrambe d’accordo sulla politica di prevenzione, raccontano di voler adottare, all’evenienza, altri piani: “Se la situazione dovesse peggiorare – spiegano – potremmo andare da un familiare che ha un Map oppure nella casetta di legno che abbiamo acquistato dopo il sisma”.
Secondo Marianna, una studentessa aquilana, il terremoto non è ancora finito. Spiega di sentirsi tranquilla nella sua nuova casa in affitto perché suo padre, un ingegnere, “l’ha scelta con cura”. “Attualmente – aggiunge – abito in una villetta e vivo il problema terremoto con meno incoscienza rispetto a prima”.
Valentina, invece, vive in una casa classificata ‘B’ e già ristrutturata e crede sia primario “fare prevenzione. Per me – spiega – è giusta la chiusura del centro storico e attendo che le autorità tornino a riunirsi. Intanto ho preparato le valigie assieme a mia madre e sono pronta a scappare, in caso di terremoto”.
Sorridente e fiducioso è Freddy, che afferma: “Stanotte ho dormito. Nel mio Map a Roio Colle mi sento sicuro. Credo che all’Aquila il terremoto sia diventata una psicosi. Il nostro è un territorio sismico e dobbiamo aspettarci scosse, ma un terremoto fortissimo potrà esserci tra tanti anni. È giusto fare prevenzione e adottare misure di sicurezza”.



