L’AQUILA – I finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza hanno eseguito un decreto di sequestro di beni immobili e disponibilità finanziarie per un valore di circa 600mila euro emesso dall’autorità giudiziaria nei confronti dei responsabili di tre società aquilane, la Interpark Srl, la Adm.Eu Sas e la Atek Informatica Srl, che hanno percepito ingenti finanziamenti nazionali e comunitari stanziati a favore delle imprese danneggiate dagli eventi sismici del 2009.

Sotto inchiesta con l’accusa di truffa ai danni dello Stato sono finiti due imprenditori che operano nel settore della tecnologia informatica e dell’elettronica in generale, a vario titolo amministratori delle tre società, Marco Cipriani classe ’68, Massimo Iannella del ’73, e la moglie di quest’ultimo, Marzia Bafile del ’77, architetto che ha confezionato le perizie risultate non vere al termine delle indagini.

Le misure cautelari giungono al termine di complesse indagini che la Procura della Repubblica aquilana ha delegato al locale Nucleo di Polizia Tributaria volte a far luce sull’esatta destinazione dei contributi riconosciuti alle imprese dalla Regione Abruzzo e dai Comuni di L’Aquila e Fossa a titolo di indennizzo-contributo per le conseguenze economiche sfavorevoli all’attività produttiva causate dagli eventi sismici e la ricostruzione, la riparazione ed il ripristino dei beni mobili registrati, delle materie prime e dei prodotti finiti distrutti o danneggiati a seguito del terremoto.

Le indagini del finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria guidati dal colonnello Sergio Aloia, avrebbero fatto emergere “numerosi e gravi illeciti consistenti in artifici e raggiri commessi dagli indagati che, avvalendosi di perizie ‘confezionate’ ad hoc da un perito all’uopo incaricato (consorte di uno degli indagati), istruivano le domande di indennizzo-contributo dichiarando fatti non rispondenti al vero, allegando perizie giurate e materiale fotografico non attestanti la reale consistenza dei redditi e dei beni aziendali all’epoca del sisma né il reale stato dei locali e dei beni a seguito del terremoto”.

Una situazione che ha permesso alle società di percepire contributi ed indennizzi per un importo complessivo pari a circa 600mila euro.

Per prendere i finanziamenti previsti sul bando Por-Fesr Abruzzo 2007-2013 destinato agli interventi di riattivazione dell’attività produttiva delle imprese nel post terremoto, nella perizia giurata è stato scritto che scariche elettriche avevano danneggiato il software e che le macerie avevano danneggiato beni mobili: dichiarazione firmata dall’architetto Marzia Bafile, indagata nell’ambito dell’inchiesta della procura della Repubblica dell’Aquila che ha portato la Guardia di Finanza dell’Aquila ad eseguire un sequestro di beni per circa 600mila euro su provvedimento emesso dal Gip.

Gli accertamenti sviluppati dai finanzieri avrebbero permesso di scoprire che uno degli immobili destinati all’attività d’impresa, asseritamente gravemente sinistrato a seguito del terremoto, non aveva, in realtà, subito alcun danno con la conseguenza che nessun bene aziendale in esso presente poteva essere stato danneggiato.

I finanzieri, a seguito di ulteriori approfondimenti investigativi, consistiti in sopralluoghi, ricerche documentali e assunzione di informazioni di persone informate sui fatti, avrebbero inoltre che la maggior parte dei cespiti aziendali, asseritamente danneggiati, non avevano mai fatto parte degli asset delle imprese in quanto mero frutto di false rappresentazioni e certificazioni peritali, altro immobile, invece, non costituiva affatto la sede operativa di una della società oggetto di contribuzione essendo unicamente destinato ad abitazione di uno degli indagati.