L’AQUILA – Da sempre in contrasto, dopo alcuni bisticci, l’ultimo a luglio, sono ormai arrivati alla guerra aperta l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) e lo studioso aquilano di terremoti Giampaolo Giuliani.

Ieri è arrivato l’attacco del capo dipartimento di sismologia e tettonofisica, Antonio Piersanti, che ha accusato Giuliani di fare “postvisioni” e non previsioni, insomma, di lanciare i suoi vaticini a scosse già avvenute.

Oggi è arrivata la replica del ricercatore, affidata al blog L’Aquila Vacanze, in cui accusa l’Ingv di spendere troppo senza fare prevenzione e di voler far credere che il terremoto sia una “maledizione divina”.

Nel frattempo, continuano le scosse, e l’Ingv ha anche rilasciato uno studio sull’attività sismica in corso in cui si nota come lo sciame-bis si stia spostando a Ovest rispetto a quello estivo.

LE SCOSSE

Nella zona dello sciame-bis, questa voltà però poco fuori i confini dell’Abruzzo, in mattinata, alle 8.47, si è registrato un terremoto con magnitudo 2.1.

I Comuni più vicini sono Borbona, Cittareale e Posta (Rieti), oltre al “solito” Montereale, che ormai con le scosse convive, e la cittadinanza ne avverte molte di più rispetto a quelle registrate dagli studiosi.

Da tutt’altra parte una scossa nel pomeriggio, nel distretto sismico “Valle Aterno”. Il terremoto c’è stato alle 16.02 con magnitudo 2.2, i Comuni vicini all’epicentro Acciano, Calascio, Caporciano e Carapelle Calvisio, tutti in provincia dell’Aquila.

GIULIANI REPLICA: ”FATE CREDERE CHE TERREMOTO SIA MALEDIZIONE DIVINA”

L’AQUILA – “Con tutto ciò che siete costati al contribuente, dal 1960, avreste potuto fare prevenzione non solo nella città dell’Aquila, ma su tutti i territori del Centro Sud, che ancora vivono a grande rischio sismico”.

Questa la replica del tecnico studioso di terremoti, Giampaolo Giuliani, ad Antonio Piersanti, capo dipartimento di Sismologia e tettonofisica all’Ingv, che ieri aveva affermato che con il radon il ricercatore aquilano “non fa previsioni, ma postvisioni”.

“Mi spiace – afferma Giuliani – che Antonio continui a parlare per voce del suo presidente in pubblico, mentre in privato vi posso garantire che è molto, ma molto meno velenoso”.

“Antonio Piersanti – ricorda – è lo stesso ricercatore che il 14 dicembre 2009 non si è fatto scrupolo, pur non essendo stato invitato a farlo, a salire sul palco, dove avevo appena terminato il mio talk e gridare davanti a un’assemblea di più di 350 ricercatori di tutto il mondo, ‘Giuliani deve abiurare qui davanti al mondo che non è possibile prevedere i terremoti’. Gli risposi che non lo avrei mai fatto e che ciò che era stato possibile al sottoscritto, da almeno quindici anni avrebbero dovuto realizzarlo coloro che vengono pagati profumatamente per effettuare le stesse ricerche ed ottenere gli stessi risultati”.

Giuliani si rivolge direttamente a Piersanti. “Caro Antonio – attacca – pensavi forse che tutti gli abitanti che hanno subìto il terremoto abbiano già dimenticato le ripetute dichiarazioni del tuo direttore e del suo amico Bernardo De Bernardinis? E che si sia già dimenticata la sequela delle dichiarazioni della settimana prima del 6 aprile 2009? Pensi forse che si possa dimenticare che da più di 20 anni i potenti dell’Ingv mangiano alle spalle di tutti i precari ai quali hanno rovinato l’esistenza?”.

Secondo Giuliani, i vertici Ingv “non hanno fatto ancora ammenda del disastro di cui si sono resi tra l’altro responsabili, sperano ancora che la gente torni a vivere e pensare sottomessa alle loro false bugie”.

“Così – conclude – potranno manipolare il potere a scapito e sulla pelle della povera gente, continuando a far credere loro che i terremoti sono una maledizione divina”.

L’ATTACCO DI PIERSANTI: ”GIULIANI NON FA PREVISIONI, MA POSTVISIONI”

Secondo il capo dipartimento di Sismologia e tettonofisica all’Ingv Antonio Piersanti, quelle di Giuliani  sono ” post-visioni e non previsioni”; Il fisico-sismologo è intervenuto in un convegno all’Aquila, sull’evoluzione della teoria sismica, tra previsione e prevenzione.

Già il 2 settembre scorso, intervistato proprio da Abruzzoweb, Piersanti non lesinò critiche  nei confronti di Giuliani, secondo il quale il gas naturale radon è identificabile come precursore sismico: secondo l’ex tecnico dei laboratori Infn è possibile, attraverso le rilevazioni sulle variazioni del radon, prevedere un terremoto con un range di 6-24 ore.

“Di fatto – ha spiegato Piersanti – negli ultimi mesi, più che prevedere i terremoti, Giuliani ha messo degli annunci via Facebook solo a seguito del verificarsi di particolari eventi”. Piersanti ha fatto l’esempio della scossa di Ml 3.6 registrata il 4 luglio nel distretto sismico del Velino-Sirente.

“Il fenomeno – ha spiegato – è stato registrato intorno alle 13.30 ora italiana, ma solo in seguito la pagina Facebook di Giuliani ha riportato un avviso relativo alla pericolosità sismica”.

Piersanti ha riportato esempi analoghi alla ripresa dello sciame sui Monti Reatini il 24 luglio e in occasione della forte scossa di terremoto (4.1) registrata il 28 agosto sulla parte sud dell’Umbria.

Nell’intervista di settembre Piersanti riportò gli stessi esempi, aggiungendo: “Non voglio assolutamente entrare in polemica con Giampaolo Giuliani, ma non posso non fare alcune considerazioni sui suoi studi: quando si elabora una teoria scientifica, questa si propone immediatamente alla comunità scientifica (attraverso le pubblicazioni “peer reviewed”) che ha così la possibilità di analizzare a fondo le teorie proposte e può pronunciarsi nel merito. Giuliani non ha mai diffuso i suoi dati e i suoi documenti.  Salvo poche eccezioni in Italia e nel resto del mondo, tutti sanno che il terremoto non può ancora essere previsto”.

“Giuliani ha scritto una nota – ha aggiunto nell’incontro promosso all’Aquila – solo il giorno seguente, mentre quando l’8 ottobre ha provato a prevedere che il numero delle scosse sarebbe aumentato a partire dal giorno seguente, abbiamo rilevato che non era così: le scosse registrate nelle due giornate precedenti a sabato 9 ottobre (28) erano ben di più di quelle rilevate nei due giorni successivi (19)”.

Piersanti si è detto preoccupato in quanto “queste previsioni sono seguite da un bacino di migliaia di utenti e la sua pagina pubblica conta oltre 12 mila iscritti. Il rischio è che per seguire queste teorie – ha concluso – si trascuri la prevenzione delle scosse.

LO STUDIO DELL’INGV

L’AQUILA – L’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ha pubblicato sul proprio sito Internet un aggiornamento dell’analisi dello sciame sismico del distretto dei Monti Reatini.

“L’area interessata dall’attuale sequenza – si legge nel documento – ricade nella zone a maggiore pericolosità del nostro paese e i comuni interessati sono classificati in zona 1 nella mappa di classificazione del territorio nazionale”.

“Dal 19 ottobre 2010 – si legge ancora nella nota – è ripresa l’attività sismica dei Monti Reatini. Quest’area, collocata al confine tra le regioni Lazio e Abruzzo (province di Rieti e L’Aquila), è interessata da un’attività che si prolunga da giugno 2009 con periodi più attivi intervallati da periodi con scarsa attività sismica”.

“L’attuale attività (19-22 ottobre) – prosegue l’analisi dell’Ingv – consiste di circa 240 terremoti dei quali 25 hanno magnitudo maggiore di 2.0 e due con magnitudo maggiore di 3.0. La scorsa più forte (Ml 3.3) è avvenuta il 20 ottobre. La distribuzione spaziale risulta differente rispetto ai periodi precedenti; infatti, l’area interessata solo in parte coincide con quella del periodo agosto-settembre 2010, poiché alcuni degli eventi, tra i quali i più forti, si posizionano a circa 5 chilometri.

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