L’AQUILA – Se all’Aquila si registra una timida ripresa, nel resto d’Abruzzo gli effetti del terremoto del 24 agosto si fanno ancora sentire.
“L’effetto negativo lo abbiamo subìto nell’immediato, soprattutto a causa dell’annullamento degli eventi della Perdonanza – dice Mara Quaianni, di Federalberghi L’Aquila – ma dal primo settembre le strutture sono a pieno ritmo senza nessuna psicosi, anche la manifestazione del jazz, seppur per una sola giornata, ha portato in città 30mila persone”.
Nel capoluogo ora si guarda all’evento di atletica della finale nazionale dei Campionati italiani di società master su pista, in programma sabato 17 e domenica 18 settembre.
“Al di là di quello che si diceva la città ha risposto bene in queste prime settimane di settembre – aggiunge la Quaianni – di gente ne è arrivata tanta e regolarmente, per congressi e altri appuntamenti che segnano il normale iter dell’attività alberghiera. E nessuna preoccupazione si registra neanche da parte di chi sta prenotando per le settimane a venire”.
Di “notevoli e costanti decrementi delle presenze dovute al terremoto” parla invece Giammarco Giovannelli, presidente di Federalberghi Abruzzo, che ha una visione d’insieme del quadro regionale, pur non essendo ancora in grado di fornire dati.
“Oltre alle condizioni climatiche, il calo è stato generalizzato perché il terremoto ha coinvolto l’immagine generale dell’Abruzzo, siamo tornati alla condizione comunicativa del 2009, quando la percezione verso l’esterno era di una regione coinvolta dal fenomeno sismico, l’effetto psicotico ha portato moltissime persone ad andare via”.
Sulla fascia costiera “ci sono state delle immediate partenze anticipate”, all’indomani del 24 agosto, “e diverse disdette che non sono state recuperate, determinando un decremento della fine stagione compromettendo soprattutto il bilancio di settembre”.
Per Giovannelli, “come sa benissimo la Regione è necessario atturae un piano pluriennale di emergenza rispetto ad un recupero di immagine e rafforzamento del brand, capace di soddisfare diversi target”.
“Aabbiamo chiesto al governo delle misure di emergenza che vadano dal sostegno per le ristrutturazioni al miglioramento della qualità dei servizi – spiega il presidente di Federalberghi – sostenendo le imprese anche fiscalmente in virtù degli investimenti infrastrutturali effettuati”.
È poi un modello replicabile, per Giovannelli, quello di Santo Stefano di Sessanio, che molti hanno preso ad esempio ancora dopo il terremoto del 24 agosto, per coniugare tutela dell’esistente e sviluppo turistico, nella piena sicurezza sismica.
“Quello della ricettività è un mondo molto vasto, coinvolge le emozioni che si vogliono vivere, Santo Stefano piace molto al turismo internazionale – dice – ci opponiamo invece al mondo dei bed and breakfast perché non rispetta le priorità che vengono richieste al sistema ricettivo tradizionale, è una concorrenza sleale e non è possibile misurare il flusso turistico potere impostare delle strategie”.
“Dobbiamo tornare a considerare quelli che sono gli attori principali che determinano i valori del settore turistico, i b&b non sono attendibili soprattutto perché fanno leva sull’aspetto economico sul quale l’operatore turistico non può competere perché ha più gravami sia fiscali che di sicurezza che lo rendono non comparabile con valutazioni più semplicistiche e meno ‘impegnative'”. Marco Signori





