L’AQUILA – Permane lo stato d’allerta ma, almeno per le prossime 6-24 ore, non vi sarà alcuna situazione d’emergenza sismica nella zona dei Monti Reatini e dell’Alta Valle Aterno secondo il tecnico aquilano studioso di terremoti, Giampaolo Giuliani (nella foto).
Eppure la popolazione è molto preoccupata, anche perché lo stesso Giuliani, martedì, non aveva escluso “scosse che potrebbero essere più forti”. Insomma, quella di oggi è una retromarcia rispetto a cupi scenari che si andavano delineando solo 48 ore fa.
“La popolazione è sempre preoccupata – dichiara Giuliani – La situazione al momento è abbastanza tranquilla nell’Aquilano, meno nella zona di Montereale dove prevediamo altre scosse, ma di lieve entità, anche se udibili. Il radon sta crescendo, ma non in maniera preoccupante. C’è sicuramente incremento di scosse tecnicamente definite ‘strumentali'”.
E nella zona del Reatino-Valle Aterno?
Chiamiamola dell’Alta Valle Aterno, più che del Reatino. L’orografia degli eventi appartiene più al territorio aquilano che quello laziale.
Si riattiverà faglia aquilana?
L’azione sismogenetica interessa territorio con un raggio di oltre 40 chilometri. Le tre stazioni (Magliano de’ Marsi, Fagnano, Coppito) osservano lo stesso identico andamento. Registriamo un incremento del radon, che non ha raggiunto limiti preoccupanti, ma che ci garantiscono un incremento di eventi strumentali, ma udibili. Per il momento sotto al 3. Può essere 2.2, 2.4, qualche picco, ma sempre sotto i 3 gradi di magnitudo, anche se udibili.
La struttura degli incrementi che osserviamo ci dice che non è interessato il bacino dell’Aquilano. Può esserci qualche evento di risonanza, magari nel distretto del Velino o nelle parti più basse, ma finora sono stati di bassissima intensità. Come 1.1, 1.3, non percettibili dall’uomo. Qualcosa potrebbe verificarsi, ma per ora il bacino aquilano sembra essere cheto.
È giustficabile l’allarmismo che serpeggia tra la popolazione?
È ingiustificato, per due motivi, anche a Montereale. È chiaro che, dopo l’incremento di grado sismico, a Montereale ci può essere aumento maggiore con scosse di 3.6, ma non vuol dire che avverrà. Siamo in grado di prevedere tra le 6 e le 24 ore e, al momento, i nostri dati non ci danno riscontri negativi. È pur vero che l’aumento di radon avviene di notte, però per ora siamo sotto il 3 di soglia di grado massimo.
Questo allarmismo è ingiustificato anche perché, a differenza di quanto accaduto lo scorso anno all’Aquila, quando non fu presa nessuna precauzione fino al momento del terremoto e si disse che non c’era pericolo, la gente è stata abbandonata e tranquillizzata. In questo momento, invece, è si è capito la complessità e la delicatezza del momento.
Molti di quelli che vivono nella Valle Aterno abitano in case che è vero che hanno retto al 6 aprile 2009 ma ora, se dovesse succedere, il terremoto si scatenerebbe dalle loro parti e quindi avrebbe risonanza maggiore.
Però la gente è allertata, la gente sa come comportarsi. Gli amministratori locali, i sindaci di quelle zone e dell’Aquila stanno prendendo provvedimenti che sono preventivi ed è encomiabile, perché non è mai stato fatto prima. È una prevenzione: se dovesse verificarsi una crisi sismica maggiore la popolazione è allertata, si stanno montando centri di accoglienza, si stanno creando situazioni che faranno sì che la gente non sia impreparata. Un’altra cosa: se si allestiscono campi di raccolta non è perché deve avvenire un evento catastrofico, ma è semplicemente una cautela. È fare pèrevenzione, un fatto culturale.
Ecco perché non bisogna fuggire: ora siamo preparati, per ora non c’è pericolo. Se vi fosse qualche pericolo allerteremmo la popolazione. Si può vivere tranquillamente senza avere questo panico.
E l’ordinanza, prorogata oggi, del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, che ha chiuso il centro per 48 ore?
È stato un provvedimento cautelativo dell’amministrazione aquilana dopo il 3.6 di Montereale. Hanno fatto prevenzione. Oltre al 3.6 dell’altra notte, ci sono state scosse altre forti. Si tratta solo di una cautela, in caso di un’emergenza che si scatenerebbe a soli 24 chilometri dal capoluogo. Un provvedimento emanato per evitare danni o pericoli alle persone che camminano nei pressi di edifici puntellati o sui ponteggi dei cantieri.
La proroga? Ha fatto bene, anche se in questo momento non c’è pericolo imminente. Però da oggi pomeriggio il radon si è alzato di 500/1000 punti. Siamo sotto al 3, ma bisogna attendere l’evoluzione.
I sismografi non segnano attività. Per le prossime 6/24 ore non ci sono pericoli, la situazione è tranquilla.
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