L’AQUILA – Due indagati per il crollo dell’hotel Duca degli Abruzzi nella notte del terremoto del 6 aprile 2009.
Si tratta di Claudio Botta, 91 anni, progettista strutturale e direttore dei lavori negli anni 1968-1971, originario dell’Aquila e già imputato nel crollo della Casa dello Studente, e di Franco Seri, 86, ingegnere capo del genio Civile negli anni 1968-1969, di Roma.
La notizia è stata resa nota dall’ingegner Maurizio Sista, vice questore aggiunto del Corpo forestale dello Stato, nel corso di una conferenza stampa cui hanno preso parte anche il procuratore capo della Repubblica dell’Aquila, Alfredo Rossini, il sostituto procuratore, Fabio Picuti, (che l’hanno confermata) il comandante provinciale del Corpo forestale dell’Aquila, il primo dirigente Gualberto Mancini.
Nella struttura alberghiera non ci sono stati morti, essendo crollata completamente un’aula che era non utilizzata.
Dalle indagini della Forestale sono emersi una serie di errori nella progettazione e realizzazione dell’opera, accumulati nel tempo.
Non ci sono particolari difetti nei materiali utilizzati, ma ci sono stati errori in fase di calcolo e incongruenze nella realizzazione.
I due indagati sono già coinvolti in altri procedimenti penali nell’ambito della maxi inchiesta della Procura dell’Aquila sui crolli del terremoto e, inoltre, ci sono anche alcune persone indagate per il crollo della struttura alberghiera ma risultano decedute.
La Forestale superstar nelle indagini relative alla maxi inchiesta sui crolli del terremototo.
Lo hanno assicurato oggi ai giornalisti il procuratore della Repubblica dell’Aquila, Alfredo Rossini, e il sostituto procuratore Fabio Picuti.
“Per me – ha detto Picuti – la grande competenza del Corpo forestale nella polizia giudiziaria non è una sorpresa, ma non tutti la conoscevano. Sono stati importantissimi i sopralluoghi che hanno svolto in oltre 60 siti crollati per repertare le macerie e scoprire le cause dei crolli”.
“Ci hanno fatto risparmiare soldi – ha sottolineato il pm – per i consulenti esterni, grazie a foto e relazioni ricchissime. Per non parlare dei documenti in alcuni scasi letteralmente ritrovati scavando tra le macerie”.
“Il Corpo forestale – ha commentato Rossini – ha fatto un passo in più e ci ha seguito attentissimamente. Bisogna riconoscere che non si sono mai tirati indietro”.
Il comandante provinciale, Gualberto Mancini, ha ricordato che “dopo il sisma il corpo ha costituito un gruppo di lavoro composto da personale sia di polizia che tecnico, che ha aiutato i pm in tutti i 200 fascicoli aperti nell’ambito della maxi inchiesta.
“Il gruppo di lavoro – ha aggiunto – ha svolto le sue indagini su edifici pubblici del centro storico dell’Aquila, nella frazione di Paganica e nel Comune di Villa Sant’Angelo”.
In totale, le analisi sono state svolte su 58 edifici in cui la notte del 6 aprile morirono 46 persone.
L’attività d’indagine ha generato quattro procedimenti di rinvio a giudizio basati sull’attività della Forestale: l’Hotel Duca degli Abruzzi, di cui oggi sono stati svelati i due indagati, la facoltà di Ingegneria, l’edificio di via Corridoni-via Porta Napoli e l’edificio di via Roma 18. (alb.or.)



