REGGIO EMILIA – Un forte sisma è stato avvertito in tutto il Nord Italia pochi minuti prima delle 16.
L’evento sismico si è verificato nel distretto di Frignano, nella zona dell’alto Parmense e Reggiano, ha avuto una magnitudo di 5.4, con una profondità di 60,8 chilometri.
Molto intensa e prolungata la scossa, avvenuta nei pressi della zona dove era stato registrato l’epicentro due giorni fa.
La scossa è stata avvertita anche a Torino, a Bologna, a Milano ma anche in Toscana e in Veneto.
Successivamente, alle 16.23 alle 16.34, si sono verificate altre due scosse rispettivamente di magnitudo 2.7 e 3.2, a 63,6 e 65,6 chilometri di profondità.
STUDENTESSA A BOLOGNA: ”ERO SUL LETTO COME IL 6 APRILE 2009″
La scossa da 5.4 che si è verificata poco dopo le 16 di oggi in provincia di Parma è stata avvertita in tutto il Nord Italia, dove vivono tanti gli aquilani che l’hanno avvertita distintamente.
Il sisma si è sentito in maniera forte anche a Bologna, come ci racconta Serena Castellani, una giovane aquilana che studia nella città emiliana da settembre 2010.
“Sono al sesto piano di un palazzo – spiega – Ero a letto, come quel tragico 6 aprile di tre anni fa. Mi sono alzata e mi è girata la testa. Il movimento è stato ondulatorio, il letto, lo specchio, il lampadario…si muoveva tutto. Rispetto alla scossa dell’altro giorno è stata nettamente più forte, è durata anche di più”.
Serena racconta di non essere uscita da casa, “sinceramente – dice – non so nenache se gli altri condòmini lo abbiano fatto”. (e.m.)
“SCOSSA SI È SENTITA MA INFASTIDITO DA CERTI MEDIA”
Vive e lavora a Milano come cultore della materia in Storia e istituzioni dei paesi islamici, il giovane aquilano Stefano Torelli che afferma di aver “sentito bene” la scossa di terremoto di questo pomeriggio.
“Mi trovavo a casa, al quinto piano – spiega Stefano – e ho percepito nettamente la sensazione del tremore della terra. Dopo quello che è successo quasi tre anni fa penso che la sensibilità di noi aquilani rispetto ai terremoti sia più alta rispetto ad altri”.
“Mi sembra di vedere un film già visto – aggiunte – Il mio pensiero va alle persone che vivono nel parmense, nei presi dell’epicentro, dove sicuramente la scossa sarà stata percepita in maniera ancora più forte”.
Immediate anche le reazioni sui media: “Mi dà un enorme fastidio che dopo quello che è successo all’Aquila, tutti si affrettino semplicemente a dire che scientificamente non può accadere nulla (come ha fatto, per esempio, Enrico Mentana nel Tg di La7)”. (g.a.)
STUDENTE A PADOVA: “IN BIBLIOTECA NESSUNO SI È MOSSO”
“Mi trovavo in biblioteca quando il tavolo e la sedia hanno iniziato a tremare, ho alzato lo sguardo e gli scaffali sembrava quasi stessero per cadere. Tutti, però, sono rimasti impassibili”.
Questa la testimonianza di Nico Micarelli, studente fuori sede a Padova ma aquilano doc, che ovviamente ha ancora i vividi ricordi del 6 aprile 2009.
“Nessuno si è mosso – continua – il personale non ha dato l’allarme nonostante l’dificio sia molto vecchio. Quando la scossa è finita alcuni ragazzi hanno iniziato a uscire ma molto placidamente, mentre la maggior parte di loro sono rimasti dentro, come se nulla fosse successo”.
“Non sapevo se tornare a casa – conclude lo studente – o rimanre fuori. Poi in televisione ho sentito che non c’è stata nessuna richiesta di soccorso, ma sono rimasto sconvolto dalle reazione delle persone”. (s.cia.)
MODENA: “NESSUN MOMENTO DI PANICO”
La giornalista aquilana Daria Papponetti, che vive a Milano, oggi si trovava a Modena per motivi di lavoro quando si è registrata la forte scossa di terremoto.
“Personalmente – dice – non l’ho sentita. Ero in un Palazzetto dello sport. Qui alcune persone vicino a me l’hanno avvertita, ma comunque è stata breve. Non ci sono stati momenti di panico”. (a.l.)
TESTIMONIANZE DAL MONDO DEL RUGBY: DI GIANDOMENICO E QUARTAROLI
Non ha avvertito la scossa perché nella propria città natale il tecnico aquilano della Nazionale italiana rugby femminile, Andrea Di Giandomenico, che vive a Reggio Emilia e che quindi si è affidato ai racconti degli amici.
“Ero qui e tornerò su domani – spiega – mi hanno raccontato di quella di due giorni fa nel Reggiano che non ha fatto nessun danno, io ero a Londra. Posso dire però di averlo sentito bene il terremoto il 6 aprile 2009, ero all’Aquila in via Tre Marie”.
“Sulla scossa di oggi – aggiunge – alcuni amici mi hanno detto che c’è stato qualche lieve danno a Colorno e spavento tra le persone che non sono abituate a ‘tremare’”.
In ritiro a Roma con la Nazionale Azzurra di coach Jacques Brunel, in vista del Torneo del Sei Nazioni 2012, il tre quarti ala “made in L’Aquila” Roberto Quartaroli sulla scossa avvertita poco prima delle 16 nell’alto parmense si è affidato ai racconti dei propri compagni degli Aironi, franchigia italiana della Celtic League.
“Ho sentito un mio compagno – dice – e mi ha detto che si è sentita un po’ a Viadana, ma è stata breve”.
“Sulla scossa di un po’ di giorni fa – aggiunge – sempre alcuni compagni di squadra mi hanno riferito che i quadri sono caduti dalle pareti. Per fortuna ero a Parma quando c’è stato il forte sisma del 2009”. (a.l.)
LA PROTEZIONE CIVILE DELL’EMILIA-ROMAGNA: ”NON SONO SEGNALATI DANNI”
“Dalle verifiche che stiamo facendo – spiega – al momento non ci segnalano danni. La grande profondità del sisma, 60 chilometri, lavora a nostro favore”.
A riferirlo è Demetrio Egidi, direttore della Protezione civile dell’Emilia-Romagna.
Egidi ha anche annunciato che le Ferrovie dello Stato hanno ridotto a scopo precauzionale la velocità dei convogli in transito in tutta l’Emilia-Romagna. La prescrizione resterà in vigore fino a che le verifiche strutturali saranno ultimate. Controlli anche sulle dighe e sulle linee telefoniche.
La Protezione civile emiliano-romagnola è stata molto impegnata durante la fase dell’emergenza del post-sisma all’Aquila e nel “cratere”: a loro, infatti, era affidata la gestione della più grande area di accoglienza allestita per l’assistenza degli sfollati, quella di piazza D’Armi, e delle tendopoli di due tra i centri più colpiti dal terremoto del 6 aprile 2009, quella di Villa Sant’Angelo e quella di Sant’Eusanio Forconese.





