L’AQUILA, 3 GIUGNO – “Il presidente del Consiglio comunale inviti il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, al Consiglio del 10 giugno dove la città tornerà a parlare del pagamento delle tasse, così gli diremo perché L’Aquila potrebbe morire”. È questa la proposta avanzata ufficialmente dal consigliere comunale Luigi D’Eramo (La Destra, nella foto) al presidente Carlo Benedetti durante la Conferenza dei capigruppo di oggi.
“Il 10 giugno – ha spiegato D’Eramo – si terrà un altro Consiglio comunale aperto per verificare ancora una volta l’esistenza della possibilità di prorogare il pagamento delle tasse e della loro restituzione. Prendiamo atto che il documento votato all’unanimità nell’ultimo Consiglio comunale aperto a parlamentari, rappresentanti della regione e della provincia non è stato preso in considerazione dal Governo”.
“Al di là delle considerazioni sulla capacità dei nostri rappresentanti, sindaco Cialente, parlamentari regionali e nazionali – ha aggiunto il consigliere – di essere incisivi nei confronti del Governo, capacità che saranno discusse in una prossima manifestazione, crediamo che sia utile che il ministro Tremonti sia invitato a partecipare alla seduta consiliare, così potrà vivere direttamente le difficoltà del popolo; e la città avrà la possibilità di sentire con le proprie orecchie i motivi per i quali non sarebbe possibile una proroga del pagamento delle tasse e una decurtazione di quelle non pagate, e quindi potrà determinarsi di conseguenza”.
“Non si comprende – prosegue D’Eramo – la posizione del Governo, ma allo stesso modo non si comprende la posizione di totale subordinazione che i rappresentati della città e del cratere hanno nei confronti di quelle istituzioni che sembrerebbero aver dimenticato L’Aquila. La presenza del ministro Tremonti o di un suo sottosegretario ci farà comprendere la verità su chi ‘urla’ all’Aquila e tace a Roma, su chi si erge a difensore del capoluogo a intermittenza e chi invece, liberamente, porta avanti la propria battaglia per L’Aquila al di là delle appartenenze politiche e partitiche”.
“La presenza di un uomo del governo – conclude – sarebbe utilissima perché così i cittadini, i commercianti, gli artigiani, gli operai, i lavoratori dipendenti, i liberi professionisti potranno parlare al governo delle enormi difficoltà che vivono ormai da oltre un anno. Tornare a pagare tutto e subito sarebbe la morte economica del capoluogo e la distruzione di centinai di famiglie e dunque di posti di lavoro”.



