CANZANO – Lesioni precedenti al sisma spacciate come danni procurati dal terremoto per chiedere i fondi pubblici della ricostruzione e, poi, lavori certificati e finanziati ma mai eseguiti.
Sono 13 le persone indagate nell’ambito di un’inchiesta della procura di Teramo nei confronti delle quali il pm Stefano Giovagnoni ipotizza i reati di tentata truffa aggravata ai danni dello Stato e associazione a delinquere: si tratta di alcuni proprietari e due geometri.
La notizia è riportata dal quotidiano Il Centro.
Il magistrato ha fatto sequestrate nel Comune di Canzano (Teramo) 170 pratiche relative a case classificate “A” e le ha fatte esaminare da un consulente che ha sancito che in quegli atti sia stato certificato falsamente il nesso di causalità tra il tragico evento del 6 aprile 2009 e le lesioni presenti nell’immobile.
Lo stesso pm Giovagnoni, riferisce ancora Il Centro, nei giorni scorsi ha chiuso un’altra inchiesta su presunte truffe sempre nel Teramano e sempre sui soldi della ricostruzione, firmando l’avvio di conclusione delle indagini nel procedimento nel quale sono coinvolti quattro liberi professionisti di Controguerra che avrebbero redatto perizie false per conseguire erogazioni pubbliche.
Anche in questo caso l’accusa, da dimostrare in sede processuale, è che i danni fossere precedenti al terremoto.



