L’AQUILA – Prosegue l’attività della Procura dell’Aquila nell’ambito delle inchieste aperte per i crolli dovuti al terremoto del 6 aprile 2009.

Sono in fase di notifica, infatti, le richieste di rinvio a giudizio per tre imputati per i crolli del palazzo situato in via D’Annunzio, nei pressi della villa comunale dell’Aquila, ai quali viene contestato il reato di omicidio colposo plurimo e lesioni gravi: si tratta di Filippo Impicciatore, costruttore originario di Perano (Chieti) ma residente in Venezuela che fu uno dei realizzatori dell’edificio nel 1961, Fabrizio Cimino, dell’Aquila, ingegnere progettista dei lavori di ristrtturazione eseguiti nel 2002 e Fernando Melaragno, molisano ed esecutore dei lavori di restauro del 2002.

L’edificio è l’unico ad essere crollato nell’area situata a ridosso del centro storico: un elemento che per la procura ed il Pubblico ministero Fabio Picuti legato alla negligenza e l’imperizia nella costruzione del palazzo di quattro piani, del quale oggi rimane solamente un grande cratere. Accuse che sarebbero confermate anche dalla perizia di parte.

Nei crolli morirono anche diversi giovani ed un bambino, mentre rimasero ferite due persone, un uomo ed una donna, che riportarono lesioni e fratture di vario genere ed un insuperato trauma psicologico.