L’AQUILA – “Chiediamo subito un confronto con la Regione e rivolgiamo un appello al nuovo ministro Andrea Riccardi, che ha la delega per i giovani, per avere risposte definitive sui 2,5 milioni di euro stanziati dall’ex ministro Giorgia Meloni. È una situazione inaudita, tanto più che viviamo una forte emergenza legata alla mancanza di spazi per i giovani”.
È un vero e proprio giallo quello dei soldi raccolti dal ministero per la Gioventù destinati a spazi per i giovani di cui questa mattina gli assessori comunali Stefania Pezzopane (Politiche sociali) e Vladimiro Placidi (Ricostruzione dei beni culturali) hanno chiesto pubblicamente delucidazioni nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta presso la sede del Comune dell’Aquila. Presente all’incontro anche il presidente provinciale dell’Ordine degli architetti, Gianlorenzo Conti.
La storia di questi fondi inizia nel 2009, quando l’ex ministro Meloni decise di stanziare 2,5 milioni per attività destinate ai spazi aggregativi e ricreativi per i giovani terremotati. La Regione decise allora di istituire la fondazione “Giovani per l’Abruzzo”, che avrebbe gestito questi fondi per impegnarli nella realizzazione di un “Villaggio della Gioventù”. L’idea fu poi abbandonata dal Consiglio regionale anche sotto richiesta del Comune, che chiedeva un immediato utilizzo dei fondi denza l’istituzione della fondazione.
Come ha spiegato la Pezzopane, a quel punto il Comune si è attivato presentando il progetto per la realizzazione di una struttura polivalente nell’area dell’ex mattatoio dove creare spazi per i giovani, “visto che si dice sempre che il Comune non ha mai i progetti”, ha commentato l’assessore.
Un progetto già definitivo, risultato vincitore esattamente un anno fa del concorso bandito dagli ordini professionali degli architetti e degli ingegneri della provincia dell’Aquila, con il patrocinio e la sponsorizzazione dell’assessorato comunale alla Ricostruzione.
“Da settembre 2010 fino a maggio 2011 – ha spiegato la Pezzopane – abbiamo avuto ben otto incontri con l’assessore Paolo Gatti, in alcuni di questi era presente anche il vice presidente vicario del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis, dove abbiamo portato avanti questa idea, un’opera moderna che fosse anche un segno di rinascita per la città”.
In questi incontri, come ha riferito l’assessore, per il progetto del Comune sembra filare tutto liscio, fino a una riunione cui partecipa anche il presidente della Provincia, Antonio Del Corvo, che propone invece di utilizzare questi 2,5 milioni nell’intervento di recupero complessivo del Conservatorio a Collemaggio, che prevede una spesa totale di 20 milioni di euro.
Il silenzio da parte dell’amministrazione regionale, come riferito in conferenza stampa, inizia però qualche tempo dopo, precisamente dall’ultima riunione avvenuta il 12 maggio scorso, alla presenza anche del capo dipartimento del ministero della Gioventù, Andrea Sergio Fantoma, che avanza una proposta alquanto singolare: il restauro delle stazioni della linea ferroviaria L’Aquila-Sulmona per farne strutture ricreative per i giovani.
“Quei caselli sono già assicurati dalle ferrovie e ci sono i famosi 100 milioni per i trasporti – ha sottolineato la Pezzopane – I fondi Meloni servono invece ai nostri giovani, che non hanno certo bisogno di essere ulteriormente sparpagliati”.
“Da quel momento – ha spiegato Placidi – da parte della Regione c’è stato il silenzio più assoluto, sebbene anche il sindaco abbia ripetutamente scritto all’assessore Gatti chiedendo spiegazioni”.
L’assessore alla Ricostruzione dei beni culturali ha sottolineato che “il progetto presentato dal Comune è moderno e ha costi contenuti, ovvero 3 milioni di euro, che avremmo raggiunto grazie ai 2,5 del ministero e altri 500 mila che un ente con cui eravamo entrati già in contatto ci avrebbe dato. Abbiamo il progetto definitivo, che l’ordine ci ha regalato, siamo pronti per l’appalto!”.
“Che fine hanno fatto i soldi?”, ha tuonato in conclusione Placidi, che ha ricordato che nell’area dell’ex mattatoio il Comune ha anche fatto abbattere due palazzine di sua proprietà proprio per iniziare i lavori di questa nuova struttura.
Il presidente del’ordine degli architetti si è detto “avvilito per questa situazione, che deve essere assolutamente sbloccata, oppure rischiamo davvero di cadere nel ridicolo”.



