L’AQUILA – “Il giorno in cui passerà la legge sul processo breve sarà un lutto cittadino, per noi aquilani e per tutti quei genitori che da tutta Italia avevano mandato il loro figlio a studiare all’Aquila, non a morirvi”.
È quanto affermano in un comunicato il comitato familiari cittime Casa dello studente, l’associazione Vittime universitarie sisma e i familiari vitime Convitto nazionale, che annunciano per mercoledì prossimo una protesta davanti a Montecitorio dove si discuterà il processo breve, che rischia di compromettere anche i processi sui crolli del terremoto.
“Il sisma che ha colpito L’Aquila – spiegano – ha portato via 309 persone, la più piccola, Giorgia, avrebbe dovuto venire alla luce proprio quel giorno. Tra le vittime, otto ragazzi che vivevano nella casa dello studente, stabile che risultava fortemente compromesso e destinato a subire seri danni in caso di sisma, secondo uno studio commissionato dalla Protezione Civile Abruzzo ad una società della stessa Regione, appena qualche anno prima. Così è stato. Quelle vite potevano essere salvate se si fosse agito secondo le regole”.
Dito puntato contro il processo breve. “Esso rappresenterebbe – si legge nel comunicato – una mannaia sui crolli assassini dell’Aquila, un’amnistia generalizzata per gli infortuni mortali avvenuti sul posto di lavoro, per i morti di amianto, di uranio, di frane, di alluvioni, per le vittime di Viareggio martoriate dalle ustioni e per molti reati contabili e societari”.
I comitati quindi promettono battaglia. “Per opporci a questo scempio e rivendicare il diritto alla giustizia per i nostri morti, per poter ricucire strappi dolorosi che necessitano del filo migliore, quello fatto di memoria e di legalità, saremo mercoledì mattina davanti a Montecitorio con i nostri striscioni e le foto dei nostri cari , per dire forte “basta morti di illegalità”.
“Chiediamo agli aquilani – concludono – di essere con noi, chiediamo a tutti i parlamentari, in primo luogo agli abruzzesi, di riflettere, prima di votare una norma indecente che priverà della giustizia i morti e i vivi”.



