L’AQUILA – “Tra le persone nel ‘cratere’ del terremoto i deboli, i più indifesi, gli ultimi, vivono difficoltà drammatiche, perché alle già precarie condizioni si aggiunge il fatto che non sono sostenuti come prima del sisma da una rete di assistenza, di volontariato e di misure, che ora si è disgregata”.
È la denuncia del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, che pone al centro dell’attenzione “la situazione degli ultimi”.
“Dobbiamo sederci intorno a un tavolo per cambiare le regole e risolvere i problemi che giornalmente denunciano i più deboli della società”, rincara Cialente, il quale è tornato ad auspicare “una efficace sinergia istituzionale”.
Tra le regole che vanno cambiate, secondo molti cittadini, anche i requisiti per avere diritto a un alloggio del progetto Case visto che, secondo fonti interne alla governance della ricostruzione, sarebbero circa 140 i posti letto disponili, tutto ciò a fronte di provvedimenti di revoca dell’assistenza che la Sge adotta nei confronti di sfollati che per questa istituzione non avrebbero più diritto.



