CASTEL DEL MONTE – “Una buona gestione porti a buoni risultati: nella piccola area ‘di 657 abitanti e senza danni ingenti’ sono state lavorate, approvate e ammesse a contributo più della metà delle pratiche secondo le previsioni dei Piani di ricostruzione. Tali pratiche riguardano aggregati con presenza del 40% circa di edifici inagibili sul totale dei 1600 edifici del patrimonio immobiliare privato dei centri storici. È strano che un navigato sindaco offende e denigra un suo collega, nominato in assemblea nel comitato di indirizzo… forse gatta ci cova?”.

Il sindaco di Castel di Monte (L’Aquila) Luciano Mucciante, responsabile dell’area omogenea 4, una delle 9 in cui è stato suddiviso il cratere sismico del 2009, risponde così al collega di Ocre Fausto Fracassi, che da tempo professa la necessità di accorpare gli Uffici territoriali (Utr) all’interno dell’Ufficio speciale (Usrc) di Fossa, come poi decretato dal governo, e che ad AbruzzoWeb ha puntato l’indice contro la composizione del tavolo di coordinamento dei sindaci.

“Sulla vicenda che coinvolge la soppressione degli Utr e delle arre omogenee non si comprende se le dichiarazioni dell’ing. Fausto Fracassi sono riferite al funzionamento degli Utr o a altri interessi poco noti – dice Mucciante in una nota – Le aree omogene istituite nel 2012 sono di natura prettamente geografica, con raggruppamento di comuni dalle esigenze e dalle caratteristiche simili, al fine di creare un’unica voce rappresentativa e non vanno confuse con fantomatici ‘centri di potere politico’ legati ai singoli comuni”.

“Ogni area espone le sue problematiche, non necessariamente collegate al numero di persone residenti, ed è naturale che le esigenze dei comuni di maggiore entità vengano ascoltate prima e con maggiore urgenza delle altre”, continua il sindaco di Castel del Monte.

“Ciascun sindaco dell’area è libero di esporre il proprio pensiero, come già fatto nella riunione del 21 novembre 2017 sull’argomento in esame, per cui non si comprende così tanta ostilità nei confronti di un tavolo portavoce delle varie esigenze, paragonandolo a un tavolo di ‘commissari’ autoreferenziali, illegittimi e poco democratici”.

“Dal punto di vista tecnico – aggiunge Mucciante – la localizzazione degli uffici territoriali, così come la loro composizione (in termini numerici e di professionalità) furono definite in accordo tra tutti i sindaci, ciascuno in funzione delle proprie esigenze”.

“È compito del sindaco capofila farli funzionare in maniera corretta, con il supporto e il coordinamento dell’Ufficio speciale per la ricostruzione, con la funzione di ‘traghettare’ nella fase iniziale i vari uffici allineandoli nelle procedure e fornendo adeguato supporto”.

“Con la chiusura degli Utr – conclude – si va paradossalmente ad attribuire maggior peso proprio a coloro che risultano la causa delle più volte citate disomogeneità e disparità di trattamento nelle istruttorie”.