LANCIANO – Il terremoto riaccende nuove paure e vecchi timori tra i cittadini abruzzesi e se, dopo la tragedia di Genova, in molti si sono interrogati sulla stabilità e lo stato dei viadotti della regione, la notizia della chiusura del “Ponte Nuovo” sul Sangro per controlli, lungo la provinciale Lanciano-Atessa, preoccupa la comunità.
Poco dopo la mezzanotte di oggi, su disposizione della Prefettura e della Provincia di Chieti è stato interdetto il traffico e sono stati inviati sul posto dei tecnici per monitorare la situazione. La circolazione è stata deviata su percorsi alternativi fino a nuove disposizioni.
A suscitare preoccupazione le forti scosse di terremoto che si sono verificate intorno alle 20 di ieri, con epicentro a Montecilfone (Campobasso), avvertite distintamente in tutto l’Abruzzo.
Le condizioni del ponte, nel corso degli anni, sono state oggetto di numerose contestazioni da parte di cittadini allarmati, in particolare, dallo stato in cui versano i manicotti alla base dei piloni che appaiono disallineati.
L’allarme, nel tempo, è arrivato alle cronache nazionali, tanto da spingere sempre più frequentemente i tecnici della Provincia ad intervenire sulla questione, rassicurando i cittadini sulla stabilità della struttura.
Una nuova ondata di polemiche si è risollevata proprio in questi giorni a seguito del crollo del ponte di Genova, costato la vita, secondo gli ultimi aggiornamenti, a 38 persone. Una tragedia che ha puntato i riflettori sui tanti viadotti italiani usurati dal tempo e da un carico mezzi eccessivo.
Il “Nuovo” ponte sul fiume Sangro ha un’importanza strategica per un intero comprensorio, rampa di accesso principale all’area industriale della Val di Sangro e collegamento tra l’area frentana e i principali centri della Val di Sangro, conta decine di migliaia di passaggi al giorno.
A seguito delle perplessità nuovamente avanzate in questi giorni drammatici, il presidente della Provincia e sindaco di Lanciano Mario Pupillo, aveva tentato, in una nota, di tranquillizzare cittadini e lavoratori circa lo stato del ponte.
“In relazione alle numerose e ripetute richieste dei cittadini circa lo stato di sicurezza della struttura del ‘Ponte Nuovo’ – ha spiegato Pupillo – comunichiamo che la Provincia di Chieti già dai primi anni Novanta ha avviato una costante attività di monitoraggio e controllo della struttura mediante periodiche verifiche a vario livello da parte del Settore ‘2’ diretto dall’ingegnere Carlo Cristini. Nonostante le ristrettezze economiche che hanno interessato le Province negli ultimi anni, nel 2014 la Provincia ha affidato alla Società Labortec srl una specifica campagna di indagini per effettuare sondaggi, prelievi, analisi, misurazioni e prove sui materiali della struttura. Dal rapporto conclusivo in ordine alla rispondenza statica e sismica del ponte alle vigenti normative, redatto dal laboratorio Labortec srl, si evince che ‘le verifiche effettuate hanno consentito di raggiungere un accurato livello di conoscenza della struttura (Lc3- rif. paragrafo 4.1 Ntc 2008) accertando il comportamento statico della struttura’”.
“Tuttavia – ha osservato Pupillo – è indubbia la necessità di eseguire interventi finalizzati ad accrescere le caratteristiche strutturali del ponte (rafforzamento locale, miglioramento sismico), in relazione all’epoca di realizzazione e alle cogenti normative in materia sismica”.
“La preoccupazione dei cittadini – ha spiegato ancora -scossi dalla tragedia di Genova, nasce dal disallineamento dei manicotti alla base dei pilastri (come da foto di repertorio che vedete) realizzati successivamente all’opera per prevenire l’erosione dei piloni da parte della corrente del fiume Sangro; di fatto, questi disallineamenti sono ininfluenti sulla staticità del ponte, costruito con la tecnica “palo-pila” negli anni sessanta dal Consorzio di Bonifica con fondi della Cassa del Mezzogiorno”.
“La Provincia – ha assicurato Pupillo – monitora periodicamente le infrastrutture strategiche di proprietà: nel caso in questione, ha programmato per questo anno una nuova ricognizione da parte di società specializzate sullo stato di conservazione del ponte da confrontare con le risultanze già note”.
“Inoltre – ha aggiunto – in relazione alla cronica, drammatica, mancanza di fondi per la manutenzione delle strade e delle relative infrastrutture, la Provincia nel marzo 2018 ha inoltrato alla Regione una specifica richiesta di poter disporre delle somme residue, pari ad 438.211,55 euro di cui al programma regionale delle verifiche previste dal Dpcm del 5 marzo 2007, per la realizzazione di primi interventi di sistemazione del “Ponte Nuovo” sulla strada provinciale numero 111, strettamente necessari per la conservazione nel tempo dell’opera”.






