PESCARA – Botta e risposta sullo stato di salute della Regione Abruzzo tra il leader dell’Italia dei valori, Antonio Di Pietro, intervenuto oggi a Pescara, e il presidente della Regione, Gianni Chiodi.

L’ex pm ha parlato di “limiti, compromessi e cupidigie” della classe dirigente di centrodestra uscita dalle elezioni che hanno incoronato Chiodi.

Dalla sua il governatore ha replicato dicendo che l’opposizione di Di Pietro è strumentale, perché “parla senza sapere”.

A difesa di Di Pietro sono accorsi i suoi due colonnelli. Dapprima Alfonso Mascitelli, che ha rispedito al mittente le accuse rivolte da Chiodi al leader dell’Idv (“da Di Pietro nessuna accusa demagogica, ma solo una pura e semplice constatazione dei fatti sui notevoli ritardi nella ricostruzione del post terremoto”).

In secondo luogo è intervenuto il capogruppo Idv alla Regione Abruzzo, Carlo Costantini, che ha definito “invereconde” le accuse di demagogia lanciate dal presidente Chiodi.

DI PIETRO: ”DOPO IL SISMA ABRUZZO ABBANDONATO”

PESCARA – “Proponiamo che ci siano priorità nell’utilizzo delle risorse e maggiore attenzione soprattutto per la fase post terremoto, rimasta abbandonata dopo i primi proclami berlusconiani”.

Lo ha detto il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, a Pescara, riferendosi alla situazione politica ed economica dell’Abruzzo, in particolare dopo il sisma del 2009.

“A noi dell’Italia dei Valori – ha aggiunto – pare chiaro che in Abruzzo la classe politica, uscita vincente dalle ultime elezioni regionali e non solo, ha dimostrato i suoi limiti e anche le sue cupidigie, i suoi compromessi anche etici, anche morali”.

“Per questa ragione – ha concluso – noi facciamo un’opposizione dura, ma allo stesso tempo costruttiva”.

CHIODI: ”DI PIETRO PARLA SENZA SAPERE”

L’AQUILA – “Di Pietro fa l’opposizione, la fa senza sapere niente dell’Abruzzo, la fa per partito preso solamente perché siamo una Giunta di centrodestra e, quindi, deve essere ostile. La sua è una posizione ideologica”.

Lo ha detto il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, replicando alle critiche mosse, questa mattina a Pescara, dal leader dell’Italia dei valori al governo regionale.

“Di Pietro – ha aggiunto Chiodi – non ha mai detto che l’Abruzzo è l’unica regione italiana che ha diminuito il debito pubblico; non dice che Moody’s ha aumentato il rating dell’Abruzzo; non dice che ‘La Repubblica’ ha attribuito all’Abruzzo il motto di Obama per quanto riguarda i percorsi di risanamento sanitario”.

Ancora, secondo Chiodi, il leader Idv “non dice, per esempio, che siamo l’ottava regione italiana, in valori assoluti, per sostegno alle piccole e medie imprese. Se poi guardiamo, invece, i valori in termini relativi sulla popolazione o sulle risorse a disposizione – conclude – siamo senz’altro la prima regione italiana”.

MASCITELLI (IDV): “DA DI PIETRO SOLO CONSTATAZIONE DEI RITARDI NELLA RICOSTRUZIONE”

PESCARA – “Da Di Pietro nessuna accusa demagogica, ma solo una pura e semplice constatazione dei fatti sui notevoli ritardi nella ricostruzione del post terremoto e sui limiti evidenti dell’azione di governo di Chiodi, limiti di cui è ben a conoscenza la sua stessa parte politica, che ha dovuto provvedere a inviargli da Roma un tutore nella figura del sub commissario Cicchetti, noto alle cronache della città dell’Aquila e alla Corte dei Conti”.

È questa la risposta del segretario regionale dell’IdV senatore Alfonso Mascitelli che rispedisce al mittente le accuse rivolte da Chiodi alle dichiarazioni dell’onorevole Antonio Di Pietro.

“Preoccupa invece – aggiunge Mascitelli –  il livello di ignoranza di un presidente di giunta, con il ruolo di commissario, nella conoscenza del lavoro che l’Italia dei Valori sta portando avanti all’interno delle istituzioni nazionali e regionali con serie e concrete proposte ed emendamenti legislativi, sia sul piano della trasparenza, contro le speculazioni e le infiltrazioni malavitose, e sia sul piano del rispetto dei diritti degli aquilani e della certezza delle risorse: dai contributi insufficienti per le prime e seconde case alla zona franca, dal sostegno al lavoro alle modalità inique e vergognose con cui si chiede il rimborso delle tasse e dei  contributi, oggetto proprio in questi giorni di una nostra battaglia parlamentare con il decreto milleproroghe.

“Se ci si chiede poi dove siamo stati – conclude il segretario regionale IdV – allora rispondiamo a Chiodi che eravamo insieme alle migliaia di aquilani scesi per le vie della città a protestare contro la lentezza della ricostruzione e il sostegno insufficiente. Di certo non eravamo nelle stanze di Palazzo Chigi a quegli incontri promossi dal coordinatore nazionale del partito di Chiodi, onorevole (si fa per dire) Verdini, incontri volti a favorire alcune aziende negli appalti per la ricostruzione a danno di un uso pulito ed equo delle risorse destinate all’Aquila”. 

COSTANTINI (IDV): “INVERECONDE LE ACCUSE DI DEMAGOGIE DI CHIODI”

PESCARA – “È inverecondo sentir dire dall’ultimo dei servi del sultano di Arcore che, se il leader di un partito di opposizione, interpretando il sentimento di decine di migliaia di cittadini, critica i ritardi della ricostruzione, in realtà tenta di speculare politicamente sulla tragedia aquilana”.

Lo afferma il capogruppo Idv alla Regione Abruzzo, Carlo Costantini che interviene dopo le accuse rivolte da Chiodi alle dichiarazioni dell’onorevole Antonio Di Pietro.

“È inverecondo perché l’unico che ha trasformato la tragedia dell’Aquila in un grande palcoscenico nel quale realizzare la più grande menzogna mediatica della storia della televisione italiana è stato proprio il suo padrone. Ed è inverecondo perché quelle parole escono dalla bocca di chi ha contribuito a favorire l’arrivo all’Aquila di speculatori e faccendieri di ogni genere, inclusi quelli che ridevano la notte del terremoto.  Quanto poi alla capacità di risolvere i problemi, il giudizio non può prescindere dall’attribuzione dei relativi poteri”.

“Chiodi – ha concluso Costantini – fino ad oggi li ha avuti ed all’Aquila non se ne è accorto nessuno: faccia un passo indietro e ceda a me i suoi poteri; mi dia la metà del tempo che ha avuto fino ad oggi a disposizione e poi vedremo. Io offro formalmente, da domani, la mia più completa e gratuita disponibilità”.