L’AQUILA – Il giorno dopo il sisma del 24 agosto la Procura di Rieti ha chiamato i colleghi dell’Aquila per avere consigli da magistrati che avevano già affrontato un terremoto devastante 7 anni prima.
La nomina del superperito Antonello Salvatori è una delle conseguenze di questo rapporto stretto e di fiducia che si è instaurato tra i magistrati delle due Procure.
I colleghi reatini hanno chiesto a quelli aquilani quale metodo avessero applicato nelle loro inchieste, che per quanto riguarda i crolli delle abitazioni private o delle strutture universitarie si sono quasi tutte risolte con condanne.
“Fate un elenco dei morti, prendete ogni vittima, mettetela dentro il palazzo che è crollato e chiedetevi perché è crollato”.
Questa semplice formula ha condotto i magistrati aquilani a nominare 40 ingegneri che hanno esaminato 200 crolli.
Ai vertici di questi ingegneri c’era il professor Antonello Salvatori, che ha coadiuvato i pm nella ricerca dei motivi strutturali dei crolli rispondendo alla semplice domanda che il compianto capo della Procura Alfredo Rossini e il Pm Fabio Picuti gli chiedeva: “perché è crollata questa casa”.
La procedura di indagini che la Procura di Rieti sta mettendo in cantiere segue quindi l’esperienza dei colleghi aquilani e si dota degli stessi professionisti ai quali farà le stesse domande.




