L’AQUILA – Casematte compie due anni.

La struttura aquilana divenuta famosa perché occupata dai ragazzi del comitato 3e32 nell’area ospedaliera di Collemaggio, all’ex ospedale psichiatrico, domani, lunedì 31 ottobre, festeggerà il secondo compleanno e lo farà in grande stile: con una street parade che partirà dalla Fontana Luminosa e arriverà a Collemaggio e vedrà partecipare e suonare chiunque ne abbia voglia, ma soprattutto la Murga, gruppo di danzatori e musicisti argentini rinomati per il loro coloratissimo carnevale.

La serata si concluderà con due concerti, alle 22 suoneranno i Wide Hips 69 (garage punk) e a seguire gli Adels (rockabilly).

“Questa serata nasce per festeggiare Casematte – dichiara ad AbruzzoWeb Sara Vegni, esponente del 3e32 – volevamo organizzare assemblee e tavole rotonde, ma alla fine abbiamo pensato che anche noi meritiamo un po’ di sano riposo e divertimento, così faremo solamente una grande festa”.

Il 31 ottobre di due anni fa Casematte è stata inaugurata allo stesso modo: una banda di musicisti e danzatori è partita da piazza Duomo ed è arrivata alla casetta di legno di Collemaggio con al seguito decine di curiosi.

“Per organizzare questo evento – aggiunge – abbiamo ricevuto tantissimo aiuto, le mamme ci hanno promesso di fare le torte e i contadini ci regaleranno i loro prodotti”.

Nel ricordare la nascita di Casematte, la Vegni racconta che “nel primo periodo di vita del comitato avevamo molta rilevanza, soprattuto perchè le altre organizzazioni, per ragioni inerenti al terremoto, erano venute a mancare. Adesso, per fortuna, la situazione si è riequilibrata e noi abbiamo avuto modo di intraprendere nuove iniziative”.

Casematte ha rappresentato per molti ragazzi l’unico punto di riferimento dove incontrarsi e dove trascorrere del tempo all’Aquila, soprattutto subito dopo il sisma del 6 aprile 2009.

È stato il posto dove si organizzavano le prime assemblee cittadine, dove le persone potevano radunarsi e discutere sul dopoterremoto e confrontarsi sulla ricostruzione

Un punto di riferimento per tanta gente, nonostante le polemiche sollevate da una parte della cittadinanza che non ha mai visto di buon grado l’occupazione.