L’AQUILA – “L’amministrazione comunale ha un atteggiamento iniquo e classifica i cittadini come poveri di serie A e poveri di serie B”.

Non è andata giù agli abitanti delle case popolari di San Gregorio l’assegnazione di 61 alloggi da parte del Comune alle famiglie in difficoltà, selezionate con un bando dell’agosto 2010.

“Per pagare questi affitti – denunciano in coro alcuni abitanti – il Comune spenderà 420 mila euro l’anno, mentre a noi si richiede il pagamento degli affitti arretrati dall’immediato post terremoto fino a oggi nonostante i lavori nelle abitazioni classificate ‘A’ e ‘B’ non siano ancora stati eseguiti e abbiamo ancora le case piene di crepe”.

Gli ultimi 40 appartamenti, reperiti dal Comune sul mercato privato, sono stati consegnati ai nuclei bisognosi proprio l’ultimo dell’anno.

“Non abbiamo nulla contro le assegnazioni a queste 61 famiglie – precisano – ma non può esserci questa disparità di trattamento tra i cittadini. Anche a San Gregorio ci sono famiglie in difficoltà”.

A scatenare le ire degli abitanti della frazione aquilana, notevolmente danneggiata dal sisma, era stata lo scorso agosto una lettera inviata dall’Ufficio casa del Comune in cui si richiedeva il pagamento dei canoni di locazione dal 2009 ed entro 30 giorni, per di più in un’unica soluzione, pena la perdita dell’alloggio.

Dopo una sorta di sollevazione popolare, il Comune concesse la possibilità di rateizzazione del pagamento dei canoni di locazione arretrati, accolta di buon grado dagli inquilini, che però hanno chiesto più volte certezze sui lavori per riparare le case.

“Pagheremo, ma vogliamo un impegno concreto – hanno ribadito – a tre anni dal terremoto non abbiamo nessuna garanzia e siamo costretti a convivere con vistose crepe nelle nostre abitazioni. Questo non è giusto, non siamo cittadini di serie B”. (e.m.)