L’AQUILA, 26 MAGGIO – Un appello alla Corte di Cassazione “perché decida in tempi brevi sull’istanza di rimessione del processo per il crollo della casa dello studente” è stato rivolto dal presidente del comitato familiari delle vittime della casa dello studente, Antonietta Centofanti, a pochi giorni dall’udienza preliminare prevista per il 28 maggio prossimo.

Sono stati due degli undici indagati per il crollo della struttura dove sono morti otto giovani studenti a presentare al Giudice per l’udienze preliminare del Tribunale del capoluogo l’istanza di rimessione con il trasferimento del procedimento al tribunale di Campobasso, perché all’Aquila non esisterebbero le condizioni di serenità e lucidità per un rito giusto.

“Per noi – ha spiegato la Centofanti – il processo deve restare all’Aquila per tutta una serie di ragioni . La tragedia si è consumata qui, non capisco per quale regione si debba trasferire, né condivido questa analisi di clima avvelenato e poco sereno. Il Tribunale ha lavorato bene, è molto lucido per poter decidere”. La Centofanti, che il 6 aprile 2009 ha perso il nipote, mette ancora una volta in guardia dal pericolo che l’istanza di rimessione possa allungare i tempi perché teme lo scadere dei termini fissati dalla propostda di legge sul processo breve. “A superare la griglia – spiega – non ci vuole niente”.