L’AQUILA – Chi non accetta un alloggio nel progetto C.a.s.e. o un Modulo abitativo provvisorio perderà il contributo di autonoma sistemazione, presto la stessa cosa accadrà per i proprietari dei manufatti provvisori.
Questo l’ultimatum che il Comune dell’Aquila si appresta a sottoporre alle 4.331 persone proprietarie di case inagibili a seguito del sisma che percepiscono l’assegno mensile previsto dalle primissime ordinanze sull’assistenza alla popolazione dopo la scossa del 6 aprile 2009.
La decisione è stata presa in Giunta, come spiega l’assessore Fabio Pelini: “il nostro obiettivo è quello di ridurre progressivamente i costi. Nel 2011 spendevamo per ogni mese per il Cas ben 3 milioni di euro, oggi il costo si è ridotto del 60% assestandosi a 1,2 milioni. Grazie al fatto che molte persone sono tornate nella loro casa ricostruita, ma anche grazie al tanto vituperato censimento che ha ridotto di oltre 1.000 unità le erogazioni non dovute”.
A essere chiamati per primi i nuclei familiari che incassano le somme più consistenti. Sarà proposta loro l’assegnazione di un alloggio in uno delle 19 news town o un Map. In caso di rinuncia si procederà comunque a interrompere il contributo, ferma restante la possibilità per l’avente diritto a inoltrare richiesta di assegnazione di un alloggio in un secondo momento.
“Terremo conto, come previsto dalla delibera, delle esigenze di ciascuno, cerando di assegnare alloggi vicini ai luoghi di lavoro, alla scuole frequente ai figli, all’ospedale per le persone bisognose di cure”, assicura Pelini.
Ma, come lascia intendere l’assessore, non si potrà fare “melina” per mantenere oltre il consentito l’assegno mensile e le esigenze specifiche andranno dimostrate con riscontri oggettivi.
Il provvedimento riguarderà anche le circa 270 persone che dimorano negli appartamenti del Fondo immobiliare e i 200 in affitto concordato, anche loro messi di fronte all’aut-aut, in caso di rifiuto il Comune comunque non pagherà più il canone di locazione.
“Con una nuova delibera allo studio – annuncia Pelini – verrà revocato l’assegno di autonoma sistemazione a coloro che dimorano nelle casette fai-da-te realizzate grazie alla delibera 58 del 2009.”
Condizione di questa “spending review” dell’assistenza post-sismica è che si liberino a breve molti più appartamenti dei 20 attualmente disponibili.
Tenendo conto che parte di essi saranno comunque riservati e affittati a canoni calmierati a giovani coppie, a persone con fragilità sociale, a prescindere dal requisito della casa “E”, o che hanno l’abitazione inagibile in un altro comune del “cratere”, ma che lavorano stabilmente a L’Aquila.
Il bando per questa categoria di potenziali beneficiari sarà riaperto non appena saranno esaurite tutte le richieste già pervenute. Filippo Tronca






