L’AQUILA – Fa figurare la seconda casa affittata a studenti come abitazione principale da abbattere e ricostruire dopo il terremoto, ma viene scoperto e denunciato dai carabinieri che sventano una truffa da 1 milione di euro.

I militari della compagnia dell’Aquila, al comando del capitano Marcello D’Alesio, hanno denunciato in stato di libertà due cittadini aquilani,  G.C., 73 anni, e C.C., 43, quest’ultimo ingegnere, per tentata truffa aggravata in concorso per il conseguimento di erogazioni pubbliche e falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico.

In particolare, i militari del nucleo operativo e radiomobile diretti dal capitano Federica De Leonardis, a conclusione di una indagine scaturita dalla segnalazione pervenuta dall’Avvocatura del Comune dell’Aquila in merito all’assegnazione dei contributi statali post-sisma, hanno accertato che l’anziano, nella domanda per la concessione del contributo per la riparazione dell’abitazione principale, ha attestato falsamente che il proprio nucleo familiare avesse stabile dimora in un’abitazione della città.

L’uomo ha omesso di indicare il subalterno catastale, con l’obiettivo di trarre in inganno la struttura tecnica comunale che si occupa dell’analisi delle istanze, che ha ammesso quindi un contributo per la copertura degli oneri relativi alla demolizione e ricostruzione del fabbricato colpito dal sisma, che si trova sempre all’Aquila, nello stesso indirizzo ma a un civico diverso, per un importo complessivo di circa 1 milione di euro, abitazione che invece era affittata a studenti.

L’altro, invece, in qualità di ingegnere incaricato dalla parte, nella propria relazione tecnica, ha attestato falsamente la consistenza dell’abitazione principale di C.G., omettendo di indicare il subalterno che contraddistingueva l’abitazione stessa per trarre in errore gli organi di verifica.

Inoltre ha rappresentato falsamente lo stato dei luoghi, raffigurando l’intero immobile come un’unica abitazione con vani comunicanti, omettendo di indicare la presenza di altri due appartamenti.

Ha omesso, infine, intenzionalmente, nella sua relazione integrativa al permesso a costruire, di indicare i subalterni che distinguono le unità di fabbricato per trarre in inganno gli organi di controllo.