TERAMO – “Si può stimare, sulla base delle verifiche effettuate dai tecnici, che circa il 4% dello stock immobiliare teramano collocato nelle zone ad alto rischio sismico (Zone 1 e 2) è stato seriamente danneggiato dalla serie sismica iniziata ad agosto 2016”.
Lo ha detto il presidente dell’Ance di Teramo Raffaele Falone, stamattina in conferenza stampa, per il quale “stiamo assistendo ad un fenomeno che può avere ricadute molto pesanti sulla tenuta socio-economica del territorio: la paura delle famiglie di avvertire l’inesorabile avversità della natura a cui porre rimedio abbandonando le aree interne sferzate dal sisma a dal maltempo per trasferirsi in altre zone”.
“La popolazione – ha detto il capo dei costruttori – ha il diritto di avere informazioni ufficiali e qualificate che diano l’esatta dimensione del rischio ed evitino allarmismi sconsiderati che danneggiano il ripristino di condizioni di normalità pur nell’adozione di tutte le misure cautelari e preventive necessarie”.
“La preoccupazione delle famiglie è anche generata da informazioni scarse e talvolta superficiali che alimentano paure ed insicurezze; lavoreremo per avere un quadro conoscitivo del contesto generale che sia trasparente ed attendibile”.
“Diventa prioritaria l’istituzione immediata e pienamente efficace dell’Ufficio speciale per la ricostruzione che dovrà diventare il punto di riferimento di famiglie tecnici ed Enti locali per tutti i problemi connessi alla Ricostruzione ed alla gestione delle emergenze post sisma”.
“Abbiamo verificato – continua Falone – che altre regioni del centro Italia hanno già istituito l’Ufficio speciale per la ricostruzione dotandolo di personale adeguato. La Regione Abruzzo è in ritardo ma la cosa più importante è che esso deve nascere con un progetto organizzativo credibile che attribuisca funzioni e competenze in ragione delle complesse e molteplici problematiche che dovranno essere affrontate. In questo senso i dati della ricostruzione post sisma Abruzzo 2009 non sono incoraggianti; al netto della città di L’Aquila soltanto il 20% delle abitazioni sono state riparate. Desolante è la situazione della provincia di Teramo che ha il primato negativo dei comuni che non hanno ancora approvato il piano di ricostruzione: ben quattro su otto comuni del cratere sismico”.




