RIETI – Il Csm affiancherà i magistrati di Rieti e Ascoli Piceno in prima linea nelle inchieste sul sisma che il 24 agosto scorso ha devastato il centro Italia.

A confermare l’impegno è stato il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, Giovanni Legnini, nel corso di un incontro avvenuto oggi nell’aula Alberto Caperna del tribunale di Rieti.

“L’incontro di oggi è stato molto fruttuoso – ha spiegato Legnini a margine della riunione – e il Csm farà quanto nei suoi poteri per assistere gli uffici giudiziari impegnati nelle inchieste sul terremoto. Abbiamo soprattutto ascoltato i capi delle due procure – ha aggiunto – per avere un quadro completo sulle necessità e sulle domande di giustizia. Abbiamo parlato di maggiori risorse e strumenti, della possibilità per le procure impegnate nelle indagini di attingere alle migliori esperienze che abbiamo e, naturalmente, nel caso ce ne sia bisogno, di potenziare gli organici in questa fase di emergenza che vedrà un importante aumento di procedimenti sia penali che civili”.

All’incontro, oltre i vertici delle due procure, hanno partecipato anche il primo presidente della suprema Corte di Cassazione, Giovanni Canzio, il procuratore generale presso la corte d’appello di Roma, Giovanni Salvi, quello di Ancona, Vincenzo Macrì, il presidente della settima Commissione del Csm, Francesco Cananzi, e alcuni consiglieri, tra cui i togati Aldo Morgigni, Luca Palamara, Lorenzo Pontecorvo, Maria Rosaria San Giorgio e la laica Paola Balducci.

Dalla riunione è emerso che il Csm è pronto a mettere in campo non solo maggiori risorse umane, ma anche un pacchetto di regole e norme secondarie per fare fronte ad emergenze come queste.

“È nostro compito – ha spiegato Legnini – studiare strumenti di collaborazione a carattere generale per fare fronte alle emergenze, anche insieme al Dipartimento di Protezione civile che ringraziamo per lo straordinario lavoro che sta facendo qui”.

Le indagini penali, la risposta della giustizia e la vigilanza sulla ricostruzione, “non sono ostacoli”, ha detto ancora il vicepresidente del Csm, “bensì risorse per chi sta fronteggiando l’emergenza”.

Per quanto riguarda le indagini in corso, il pg di Roma, Giovanni Salvi, ha confermato che esiste già “una previsione di lavoro al fine di avviare una proficua collaborazione con la Protezione civile”.

“È stato definito e condiviso – ha spiegato il procuratore generale di Roma – uno scadenzario per quanto riguarda la collaborazione con la Protezione civile per liberare rapidamente gli edifici sottoposti a sequestro subito dopo le attività peritali in svolgimento, così da consentire la rimozione delle macerie. E già concordato, si tratta solo di metterlo in atto”.