La commissione d’esame sospettava stesse svolgendo la terza prova dell’esame di maturità con l’ausilio di un microfono: una ragazza di Giulianova (Teramo) è stata spogliata e perquisita in bagno da due professoresse.
Il padre della ragazza, insegnante di professione, ha presentato un esposto all’associazione nazionale dei comitati di base degli insegnanti, Gilda che ha ritenuto giusto inviare un esposto al ministero dell’Istruzione rendendo pubblico il fatto. “Un episodio del genere in trenta anni di professione, non mi era mai capitato”ha fatto sapere Angelo Scebba, rappresentante dell’associazioni insegnanti, “per questo ho ritenuto doveroso informare l’opinione pubblica. Solo le forze dell’ordine possono procedere, sulla base di motivate ragioni, a delle perquisizioni. Certo, non possono farlo dei docenti in una scuola”. Da quanto si apprende i fatti si sono svolti intorno alle 10 di lunedì mattina quando il presidente di commissione ha ordinato alla ragazza di recarsi in bagno con due professoresse per essere perquisita: si vociferava che il venerdì antecedente avesse svolto la seconda prova d’esame con l’ausilio di supporti magnetici e tale eventualità andava debellata. Il padre della ragazza racconta che le hanno fatto sollevare “la maglietta e perfino il reggiseno”. Ritornata in classe, la ragazza, umiliata e ferita si sarebbe inizialmente rifiutata di svolgere la prova per poi essere convinta dai compagni di classe. Il presidente di commissione; Sergio Centinaro spiega che ha semplicemente ritenuto opportuno verificare le illazioni dei suoi colleghi. “Quando si è scoperto che non nascondeva nulla, tutto è rientrato. Non capisco perché tanto clamore”. Il padre della ragazza auspica che la denuncia effettuata in seguito al grave episodio non pregiudichi in nessuna maniera l’esame della figlia.






