TERAMO – Sarà Paolo Di Sabatino, eccellente e quotato pianista di jazz, a chiudere venerdì 27 alle ore 21,15 la ventesima edizione del “MaggioFest” al teatro Comunale di Teramo, insieme a Fabio Concato e a Peppe Servillo.
Paolo Di Sabatino è da anni considerato uno dei più interessanti pianisti jazz italiani, riconosciuto anche all’estero per la sua propensione alla valorizzazione della melodia.
Collabora stabilmente con artisti quali Mario Biondi, di cui sono presenti due brani nel cd “If”, Antonella Ruggiero, con la quale ha partecipato a Sanremo 2007 e per la quale ha arrangiato e suonato il pianoforte nel cd Souvenir d’Italie e Regali di Natale e Michele Placido, con un brano composto commento di una scena del film su Vallanzasca presentato al Festival di Venezia nel 2010.
Di Sabatino, dopo una ventina di lavori strumentali, molti dei quali pubblicati per il mercato giapponese, come esecutore e autore dotato di un tocco classico, profondamente legato alla melodia presenta per la primavera 2011 un nuovo lavoro che diventa un turning point per la sua ventennale carriera: ‘Voices’.
Con questa opera, Di Sabatino si cimenta con la forma canzone scrivendo e arrangiando, spesso con sezioni d’archi, una dozzina di componimenti raffinatissimi e inusuali e affidandoli a voci calibrate e ben assemblate tra cui spiccano quelle di Gino Vannelli, Fabio Concato, Grazia Di Michele, Iva Zanicchi, Peppe Servillo, Awa Ly, Sandy Muller, Gege’ Telesforo, Wendy Lewis, Pilar, Massimo Guerini, Linda Valori.
I musicisti sono Paolo al pianoforte, Marco Siniscalco al basso e contrabbasso, Glauco Di Sabatino alla batteria, Luca Colombo alle chitarre, Sergio Quarta alle percussioni, più un’orchestra, diretta da Massimiliano Coclite e una sezione di Modern Brass.
Fabrizio Bosso e Javier Girotto, collaboratori storici di Paolo, sono i solisti, ai quali si aggiunge il fisarmonicista Davide Cavuti nel brano “Milango”.
Gli arrangiamenti sono tutti di Paolo Di Sabatino, che firma anche l’ultima traccia del cd, Voiceless, nella quale pone la propria firma su questo ambizioso lavoro discografico, reinterpretando in piano solo alcune delle melodie del cd.
È la prima volta che un jazzista si cimenta in un progetto del genere: scrivere, arrangiare, suonare e produrre canzoni “pop”, chiamando a cantarle alcuni tra i migliori interpreti in circolazione.
Si ricordano i progetti di Herbie Hancock a livello internazionale o di Giovanni Tommaso in Italia, ma entrambi hanno fatto cd di cover e non brani originali e i progetti di Mario Lavezzi.





