TERAMO – È stato condannato a un anno e due mesi di detenzione, pena poi sospesa, un operaio di 42 anni per  aver picchiato ripetutamente e maltrattato la moglie.

La sentenza di primo grado è stata emessa ieri sera dal giudice monocratico Domenico Caonosa, mentre il pubblico ministero aveva chiesto la condanna a due anni e due mesi per l’imputato, accusato di aver vessato la donna tra il 2005 e il 2007.

Le botte arrivavano quasi con  una cadenza fissa, come fossero una consuetudine, che a volte veniva attuata persino davanti ai figli piccoli della coppia.

La donna, in lacrime durante la deposizione in tribunale, ha raccontato che i maltrattamenti avvenivano ogni volta che l’operaio ne avesse voglia “e che bastava nulla per far esplodere la collera”; oltre alle botte, inoltre, ogni volta la donna riceveva una valanga di offese e parolacce.

Agghiacciante il racconto particolare di un episodio di violenza: “Stavo cucinando, e quando è rientrato il pranzo non era ancora pronto. Ha iniziato ad alzare la voce e a insultarmi, nonostante cercassi di calmarlo e dicendo che tutto sarebbe stato pronto in poco tempo. Lui si è avvicinato al gas, ha preso la pentola in cui erano contenuti dei funghi che stavo cucinando e l’ha scaraventata a terra. Dopodiché ha preso i funghi bollenti e me li ha tirati sulla schiena”. Ma non è finita qui, perchè l’uomo prima di andarsene ha versato sulla testa della moglie una bottiglia di profumo “così ora profumi”  ha detto l’operaio.

Dopo due denunce ai carabinieri e altrettanti ritiri delle querele (“Speravo che cambiasse, invece continuava a picchiarmi” ha riferito la donna) la situazione è divenuta insopportabile e l’indagine scattata tra i due esposti hanno portato al rinvio a giudizio e alla condanna di ieri sera. L’uomo ha scelto di non essere interrogato dal giudice.