TERAMO – L’emittente televisiva teramana Teleponte pronta a ripartire, dopo l’oscuramento arrivato a fine luglio per lo sciopero di tecnici e giornalisti.
Una protesta scaturita dalle mensilità arretrate non corrisposte e soprattutto da quella che a un certo punto era sembrata una situazione finanziaria drammatica e senza uscita.
L’editore. Aldo Di Francesco, sta approntando in via Gammelli una nuova sede e, svela Il Centro, due giorni fa con la sua società Fin Television ha presentato al tribunale un’istanza di concordato preventivo in continuità aziendale.
Il concordato preventivo è una procedura a cui può ricorrere un debitore (sia esso un imprenditore individuale, una società o un diverso ente) che si trovi in uno stato di crisi o di insolvenza, per tentare il risanamento dell’azienda anche, è questo il caso in questione, attraverso la continuazione dell’attività.
Ovviamente la società deve presentare insieme all’istanza un piano (corredato da adeguate garanzie) volto a soddisfare i propri creditori in una determinata misura.
I creditori privilegiati di Teleponte sono i dipendenti, che devono ricevere le mensilità arretrate di cui sopra, l’Agenzia delle entrate e gli enti previdenziali.
Il prossimo 4 ottobre il giudice delegato ai fallimenti del tribunale di Teramo, Giovanni Cirillo, ha fissato l’udienza nella quale esaminare l’istanza di fallimento che a fine luglio gli hanno presentato i dipendenti dell’emittente.
Ovviamente la presentazione dell’istanza di concordato da parte di Fin Television cambia lo scenario e imporrà a Cirillo una nuova valutazione, al termine della quale il giudice dovrà decidere se accettare la proposta di concordato o avviare la procedura di fallimento.
Dopo le dimissioni di tre tecnici sono rimasti dipendenti della tv tre giornalisti, compreso il direttore Roberto Almonti, e un tecnico.



