TERAMO – Con lo slogan “L’arte si riprende la città”, circa 20 giovani artisti, capitanati dal musicista teramano Enrico Melozzi, dell’associazione politico-culturale “Teramo 3.0”, hanno occupato, a Teramo, i locali sottostanti il Cine Teatro Comunale, lungo il centralissimo corso San Giorgio, oggi sfitti ma dove fino a metà dicembre è stato ospitato il grande magazzino Oviesse.

Il gruppo, tra i quali ci sono anche esponenti non abruzzesi, ha esposto striscioni sulla “liberazione” di uno spazio che dovrebbe essere dedicato all’arte.

“Riteniamo – si legge in una nota diffusa dagli occupanti – che la cultura sia una delle risorse principali del nostro Paese. Un bene comune inalienabile che deve essere sottratto a improvvisati manager privati e dirigenti statali e riconsegnato al suo valore collettivo. Un patrimonio pubblico che deve tornare nelle mani attive della cittadinanza”.

“Teramo non ha bisogno di un altro teatro. È sufficiente che gli oltre 2.000 metri quadrati del Teatro comunale ora adibiti ad attività commerciale tornino a essere spazi funzionali per l’attività teatrale – proseguono gli insorti – sartorie, laboratori scenotecnici, magazzini, camerini, sale prova, sale studio, biblioteca e tutto ciò che occorre per strutturare una nuova e moderna realtà culturale”.

Gli occupanti sono entrati da una porta laterale comunicando alla gremita piazza attraverso la saracinesca a rete.

La richiesta è quella di un incontro con il sindaco di Teramo, Maurizio Brucchi, al quale si chiede un impegno sulla realizzazione di un luogo della cultura.

Melozzi ha contattato telefonicamente il primo cittadino, invitandolo a parlare con loro sul luogo del sit e di fronte al pubblico non nel chiuso del suo ufficio.

Il gruppo di artisti ha annunciato di voler proseguire nell’occupazione fino al prossimo 23 gennaio, data in cui il Comune di Teramo dovrebbe procedere all’apertura delle buste per l’affitto dei locali commerciali occupati prima dall’Oviesse.

Nel tardo pomeriggio i giovani artisti hanno tenuto un concerto improvvisato per la città dalle vetrine dell’ex negozio.

Sul posto sono intervenuti gli uomini della Digos con il capo di gabinetto della questura oltre alla polizia Municipale.

BRUCCHI: ”NON E’ CULTURA MA CAMPAGNA ELETTORALE”

“La Cultura, con l’occupazione di un locale commerciale, ripeto, un locale commerciale, non ha nulla a che vedere”.

Così il sindaco di Teramo, Maurizio Brucchi, stanga in una nota gli occupanti dell’ex Oviesse.

“Sono molto preoccupato – scrive – Sono preoccupato per i futuri posti di lavoro; sono preoccupato per il commercio teramano, per l’economia cittadina. Sono preoccupato per le casse comunali”.

Per Brucchi “va bene il dialogo, se è costruttivo e se aiuta a comprendere e risolvere le problematiche, ma nel rispetto di ruoli e prerogative. Prendo atto, però, vista la presenza di personaggi politici regionali e locali e di presunti candidati sindaci – scrive – che non si tratta di protesta per la cultura ma di campagna elettorale”.

“Noi andiamo avanti per la nostra strada; sappiamo molto bene dove e come dare a Teramo un nuovo o un rinnovato Teatro – afferma il sindaco – sappiamo bene cosa fare dell’area del vecchio stadio; abbiamo la nostra idea della Teramo del futuro, e il 14 febbraio, a 100 giorni dal voto, la diremo alla città”.

“Ho dato la mia disponibilità ad ascoltare le loro istanze, nell’unico luogo a ciò deputato: la casa comunale. Nessuno si è presentato”, conclude.