L’AQUILA – L’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni ha annunciato sanzioni nei confronti dei gestori che si stanno dimostrando inadempienti nei confronti del provvedimento emesso dalla stessa Agcom nel marzo scorso, che ha precluso la possibilità di tarriffazione ogni 28 giorni, anziché mensilmente, adottato da molte compagnie telefoniche.
L’Autorità ha aperto un procedimento nei confronti di Tim, Vodafone, Wind Tre e Fastweb, che stanno continuando a chiedere il pagamento della “bolletta” ogni 28 giorni non solo nel mobile (dove è permesso) ma anche sul fisso e sulle offerte ibride (dove è invece vietato, secondo quanto stabilito da Agcom a marzo).
Gli operatori avevano 90 giorni per adeguarsi al provvedimento. Di conseguenza dal 24 giugno la tariffazione a 28 giorni sarebbe dovuta essere bandita. Non per tutti è andata così e le compagnie, per motivare questa presa di posizione, fanno riferimento ai loro ricorsi al Tar, cui tutte si sono rivolte impugnando la delibera Agcom. La decisione è attesa per febbraio.
Nel frattempo le offerte non sono state ritirate, ma non è escluso che possa arrivare un provvedimento legislativo nell’ambito della prossima legge di bilancio, per mettere definitivamente la parola fine all’escamotage delle compagnie.
“Il 22 marzo scorso, con una interrogazione, ho sollecitato il Governo a intervenire sulla tariffazione quadrisettimanale che Telecom voleva attuare per la telefonia fissa, rilevando gli effetti negativi che tale iniziativa avrebbe avuto per famiglie e imprese. Il 24 Agcom ha stoppato Telecom e negli stessi giorni il Governo si è espresso favorevolmente sulla ipotesi di obbligare tutto il settore delle telecomunicazioni ad una tariffazione mensile”, ricorda l’onorevole Filippo Piccone del Nuovo centro destra.
“Nell’interrogazione evidenziavo che non si trattava solo di un aumento tariffario mascherato, ma anche di una ingiustificata moltiplicazione dei pagamenti e dei relativi costi – ricorda Piccone – La vita di famiglia e imprese non è regolata sulle fasi lunari ma per mensilità: gli stipendi sono mensili, la gran parte degli adempimenti delle imprese pure. Se non avessimo fermato questa deriva, ci saremmo potuti ritrovare in un prossimo futuro con tariffazioni settimanali, mentre fino a poco tempo fa erano bimensili”.
“Oggi salutiamo con estremo favore la decisione Agcom sulla tariffazione mensile per tutti i gestori telefonici che ha valore anche per tutti gli altri servizi a tariffazione, sia nel settore dei media, che degli altri servizi pubblici. Il nostro impegno e quello del Governo sono attuati”, dice Piccone.
“Peraltro sono ridicole le rimostranze di Asstel, sulla violazione della libertà delle imprese telefoniche di aumentare le tariffe e sul fatto che il consumatore insoddisfatto della tariffazione quadrisettimanale può cambiare gestore. Le imprese infatti sono liberissime di aumentare le tariffe, ma non sono libere di modificare i periodi di tariffazione – continua il parlamentare – Quanto al cambio di gestore, questo si sarebbe dimostrato ben presto una beffa per il consumatore: se non fossero intervenuta Agcom anche gli altri operatori sarebbero passati, come da loro annunciato, alle quattro settimane, realizzando così una sorta di ‘accordo di cartello’ mascherato. Una trappola da cui i cittadini non sarebbero potuti sfuggire”, conclude Piccone.





