L’AQUILA – Le intercettazioni telefoniche e ambientali dei colloqui tra il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente e l’allora suo vice, Nicola Trifuoggi, nell’ambito dell’inchiesta per induzione indebita a dare o promettere utilità (la cosiddetta concussione depotenziata) a carico del primo cittadino, sarà al centro di una conferenza stampa convocata dal Movimento cinque stelle per lunedì mattina, presso il comitato elettorale di via Strinella 16/f.

Il procedimento, che si è concluso con una sentenza di non luogo a procedere per Cialente, è stato riaperto dal sostituto procuratore Stefano Gallo che ha impugnato la sentenza con ricorso in Cassazione.

Il procedimento è stato archiviato dal giudice per l’udienza preliminare Roberto Ferrari il 3 aprile scorso, dopo una complicata vicenda processuale, quasi sempre sottotraccia, per fatti risalenti ad almeno 3 anni fa.

Alla conferenza stampa del Movimento cinque stelle parteciperanno la senatrice Enza Blundo, l’avvocato Fausto Corti e l’architetto Antonio Perrotti, candidati nella lista a sostegno del candidato sindaco Fabrizio Righetti.

Trifuoggi, del tutto estraneo alla vicenda processuale, è oggi candidato sindaco con un raggruppamento civico.

L’accusa, ora caduta ma che Gallo vuole riaprire, di cosiddetta concussione depotenziata, nel caso di Cialente, veniva contestata in due casi. Nel primo solo tentata, in relazione al subappalto da affidare al costruttore Eliseo Iannini, la cui posizione era stata archiviata in precedenza, nella ricostruzione di un aggregato da 178 appartamenti e 63 milioni di euro, il cosiddetto “Consorzio 201”.

Nell’altro episodio, secondo i pm, ma non secondo il gup che ha fatto cadere l’accusa, il reato si era effettivamente consumato, con lo sblocco di contributi per circa 2,7 milioni di euro alle società Palomar-Consta caldeggiato da Cialente al funzionario comunale Fabrizio De Carolis (scagionato) e avvenuto senza che le imprese avessero le carte in regola per ottenere i fondi, in particolare la certificazione dell’avvenuto pagamento ai subappaltatori.