L’AQUILA – Scene raccapriccianti come quelle di violenza a danni di anziani ricoverati in strutture sanitarie o assistenziali potrebbero non vedersi più.
Questo, almeno, è l’obiettivo della nuova legge regionale che prevede l’erogazione di contributi per l’installazione di sistemi di videosorveglianza all’interno di cliniche, Rsa e strutture per disabili.
Sarà la Giunta regionale, dopo l’approvazione da parte del Consiglio, nell’ultima seduta, a dover promuovere appositi bandi per sostenere gli investimenti, non prima di aver stabilito i criteri per l’assegnazione dei contributi e aver individuato la documentazione necessaria per la presentazione della richiesta di assegnazione dei benefici.
L’iniziativa legislativa è stata della minoranza, con i consiglieri Lorenzo Sospiri (Forza Italia), Mauro Di Dalmazio (Abruzzo futuro) e Giorgio D’Ignazio (Nuovo centro destra), ma ha avuto il contributo, definito decisivo dagli azzurri, di Sandro Mariani e Luciano Monticelli (Partito democratico).
“Le registrazioni delle immagini – recita il testo di legge – sono effettuate in modalità criptata nel rispetto di quanto previsto dalla legge sulla privacy e delle altre normative vigenti in materia e possono essere visionate secondo quanto previsto dal codice di procedura penale”.
I sistemi di sorveglianza sono installati previo accordo con le rappresentanze sindacali e nel rispetto della normativa nazionale in materia di tutela dei lavoratori.
Ad avere accesso ai fondi regionali potranno essere, naturalmente, le strutture sanitarie e socio-sanitarie, anche private, che godono di accreditamento presso la Regione Abruzzo.
Sono 200 mila euro i fondi messi a disposizione per l’annualità 2017, a cui la Regione farà fronte con le risorse di un apposito e nuovo stanziamento, istituito nello stato di previsione della spesa del bilancio regionale 2017-2019.






