L’AQUILA – Un cartellone innovativo per dare di più all’Aquila e soprattutto ai giovani, la conferma di Alessandro Preziosi come direttore e una forte identità da ritrovare.

Queste le prime chiavi di lettura della nuova presidenza del Teatro stabile d’Abruzzo, affidata a Ezio Rainaldi, già assessore alla Cultura del Comune capoluogo e tra i padri fondatori dell’associazione teatrale l’Uovo.

È stato presentato il cartellone della nuova stagione teatrale del Tsa, che ne pensa?

Mi sembra davvero un ottimo inizio, soprattutto perché possiamo contare su questa sinergia tra il Tsa e l’Atam e sulla presenza di spettacoli di grande qualità. Un programma molto vario e stimolante: si toccano tutti i registri, dal dramma al comico non trascurando ovviamente il classico.

Un tentativo di dare di più alla città?

Sì, è uno sforzo coraggioso perché sappiamo che noi abbiamo bisogno di risorse e queste non dovranno bastarci mai. Sono segni di rinascita, anche in funzione di una necessaria aquilanità. Ma ora le motivazioni devono andare ben oltre e spingersi verso azioni concrete.

È stato emozionante rientrare nel glorioso teatro comunale. Una scelta originale?

La definirei molto positiva perché l’ambiente che si è creato è stato mi è piaciuto molto. Non so di chi sia stata questa scelta, ma faccio all’autore dell’idea i miei complimenti. La presenza delle istituzioni, poi, è fondamentale. Personalmente ho molto apprezzato l’arrivo del sindaco. Era essenziale che si potesse avere un riconoscimento così ampio.

Rispetto alle altre stagioni, quest’anno il cartellone si caratterizza per spettacoli molto innovativi, con uno sguardo verso i giovani soprattutto. Non trova?

Verissimo. Abbiamo voluto proporre anche una certa idea di teatro, fino a oggi troppo istituzionale a mio avviso.

Anche la sua presidenza testimonia una certa ventata di nuovo, pur se questo ha portato con sé inevitabili polemiche…

Qualcuno era venuto per trovare qualche spunto per aprire una nuova polemica, per fare battaglia. Ritengo che il cambio di presidenza vada verso una direzione costruttiva.

Durante la conferenza stampa di presentazione della stagione si è ricordata la figura di Luciano Fabiani.

Bene ha fatto l’assessore Fanfani. Lui è per noi un patrimonio di cui fare tesoro. Bisogna guardare indietro per fare dei passi in avanti. Ma L’Aquila ha tante persone che devono essere ricordate.

Preziosi ha evocato più volte il termine identità. Cosa ne pensa?

L’identità è il termine forse più appropriato, specie in un momento come questo vissuto dalla nostra città. Se noi cogliamo questa occasione di valorizzare un ente, anche attraverso il coinvolgimento di altre risorse, ci sarà futuro. Ma sono soprattutto le risorse cosiddette minori la nostra vera forza.

Ma la direzione artistica resterà affidata solo a Preziosi?

Assolutamente sì. A oggi, e mi riferisco alle polemiche in corso, il problema non esiste. Non abbiamo mai messo in discussione gli incarichi sulla direzione del Tsa. Noi non dobbiamo essere motivati da un semplice e inutile scambio di potere. Dobbiamo uscire da questa mentalità. Le scelte, anche in direzione politica, sono già state fatte. Chi ci governa ha inteso di dare un segnale con la mia presidenza. I percorsi istituzionali sono già stati fatti. Non c’è altro da aggiungere.