PESCARA – L’artista Giuseppe Fiorello si trasforma in uno dei suoi cantanti preferiti, Domenico Modugno, interpretandolo ed arrangiandolo in uno show musicale che Pescara ormai attende da mesi e che andrà in scena questa sera e domani sera alle ore 21 presso il Teatro “Massimo”: “Penso che un sogno così…”, uno show di parole e musica, che rappresenta un omaggio personale ad un grande artista.

Brillante ed elegante attore di cinema e fiction, proprio in una fiction di Rai1, “Volare”, ha già interpretato Modugno, Fiorello ammette che è il suo pubblico a dargli quella forza e quell’energia indispensabili per dare il meglio di sé, anche quando si tratta di interpretare personaggi di film drammatici come il giornalista Franco Di Mare in L’angelo di Sarajevo in cui ha vissuto il dramma della guerra.

E, consapevole del fatto che le difficoltà che le persone incontrano ogni giorno per andare avanti sono molte, rivolge un invito ai più giovani, che sono coloro che non guardano con speranza il loro futuro: ”Bisogna credere nei propri sogni”.

Chi è Domenico Modugno per Beppe Fiorello?

È la musica italiana in Italia ma anche nel mondo. Per me è il simbolo di un viaggio continuo, di riscoperta del passato e di uno sguardo verso il futuro.

Questo spettacolo potrebbe essere definito un viaggio nel tempo?

Assolutamente sì, si tratta di un viaggio nel tempo. E, come dicevo prima, è un viaggio che non morirà mai.

Quale canzone di Modugno la rappresenta di più?

Forse le canzoni meno conosciute. Ma in fondo non c’è un titolo in particolare, le ho tutte nel cuore.

Ripercorrendo la sua carriera, vediamo cinema e teatro. In quale di queste due realtà riesce meglio ad esprimere se stesso e si sente più a suo agio?

Difficile da dire perché in realtà sono due mondi molto diversi, ma ciò che colpisce ogni volta è il contatto con il pubblico che è sempre qualcosa di toccante per un’artista. Il legame fra l’artista e il pubblico è adrenalinico ed ogni occasione rappresenta un’emozione diversa.

Lei ha recitato anche in L’Angelo di Sarajevo: cosa ha provato nel vestire i panni di un giornalista inviato nell’inferno della guerra?

Sicuramente vestire i panni di un giornalista così noto e così coraggioso per me è stato un onore, anzi un grande onore.

Anche se sul set di una fiction, lei ha vissuto il dramma di una guerra. In qualche modo ha avuto paura?

La guerra, purtroppo, è sempre una forma di ignoranza, inoltre rappresenta la superbia ed ammetto che nonostante la fiction, ho vissuto per tutta la durata delle riprese la paura e il disagio che si possono vivere in queste situazioni che sono davvero surreali.

Ritornando allo spettacolo che  porterà a Pescara: se Fiorello potesse esaudire un ‘sogno’, come appunto cantava Modugno, quale sarebbe?

Risollevare la parola ‘speranza’ e la stessa parola ‘sogno’. Mi piacerebbe che queste due parole riacquistassero il loro vero significato che i giovani non conoscono. Mi sento di dir loro che  non bisogna perdere la speranza e non bisogna accantonare i sogni.