L’AQUILA – Due istituzioni culturali storiche come il Teatro stabile d’Abruzzo, nato nel 1963, e l’Uovo teatro stabile d’innovazione, 1978, fuse insieme per partecipare alla serie A, anzi alla Champions League del teatro, come ha detto qualcuno in una delle tante metafore calcistiche utilizzate per annunciare l’inserimento della nuova realtà tra i Teatri di rilevante interesse culturale (Tric), che per i prossimi tre anni consentirà di accedere a cospicui finanziamenti: la speranza è di superare la somma dei due enti fondatori, che insieme incassavano 600 mila euro dallo Stato, e di incassare 1 milione tondo.
La notizia era già nota e AbruzzoWeb l’aveva approfondita con un’intervista al vice presidente della Regione Abruzzo, Giovanni Lolli, che ha gestito l’affaire per conto del governatore, Luciano D’Alfonso, che ha tenuto per sé la delega alla cultura.
Oggi c’è stato il vernissage alla presenza dei vertici dirigenziali e tecnici di entrambe le realtà, quelli dell’Uovo con un po’ di lucciconi, vista la fine, attraverso la liquidazione dell’associazione di qualche giorno fa, di un percorso durato quasi 37 anni, eppure contenti di proseguire una nuova storia.
Lo stesso Lolli, la senatrice Stefania Pezzopane, che del Tsa è stata presidente oltre assessore alla Cultura dell’Aquila, Betty Leone, che assessore lo è oggi, e i due presidenti delle realtà che si fondono, Ezio Rainaldi e Rinaldo Tordera, hanno spiegato il senso dell’operazione.
A illustrare, invece, la strategia per il Teatro che verrà un entusiasta direttore Alessandro D’Alatri, nominato lo scorso novembre al posto di Alessandro Preziosi, che pure ha avuto la sua dose di ringraziamenti, proprio nella complicata fase della transizione.
Un teatro in 5 linee strategiche anzi editoriali, come le ha definite D’Alatri, sempre più vicino al territorio, al sociale e all’innovazione imprinting derivante dall’esperienza storica dell’Uovo.
“Ho visto un’assenza di egoismo e una forte collaborazione di competenze ai livelli più disparati, tutti hanno messo da parte l’interesse personale e lavorato insieme per il bene comune della collettività – ha premesso D’Alatri – Il lavoro è stato enorme in poco tempo”.
Cinque le linee editoriali annunciate. “La prima riguarderà la prosa, il repertorio e la nuova drammaturgia – ha elencato – la seconda il teatro di ricerca, innovazione formazione e per l’infazia; la terza riguarderà l’interdisciplinarietà tra le parti, prosa musica e danza; la quarta, la comicità, importante perché il pubblico vuole divertirsi; la quinta, il sociale, un teatro in contatto con la società civile a 360 gradi”.
Per il direttore la fusione con l’Uovo “è come l’acquisto di un bomber in una squadra di calcio. Da novembre sento la responabilità di questa maglia, mi sento abruzzese”.
Tra le opere annunciate nella prima linea, per esempio, Grand Guignol all’italiana di Vittorio Franceschi con Lunetta Savino. Per la ricerca, l’Elettra di Andrea Baracco e The Dubliners di Giancarlo Sepe, selezionato al Festival dei due mondi a Spoleto dove rappresenterà il Tsa.
Tra l’interdisciplinarietà, Aggiungi un posto a tavola, musical confermato, altre opportunità con il gruppo di lavoro di Ortona (Chieti). C’è anche l’inedito allestimento di Miracolo a Milano mai portato a teatro dal film di Vittorio De Sica.
Per quanto concerne il teatro sociale, D’Alatri ha spiegato che si punterà a costruire e rinsaldare rapporti con le scuole infanzia, con il dipartimento di Giustizia per le realtà minorili e il super carcere di Sulmona. C’è poi il progetto “Cuore di legno” per l’arte burattinaia che sta andando perduta e viene mantenuta in Italia da tre sole famiglie, in collaborazione con l’Accademia delle belle arti.
RIVOLUZIONE WEB
D’Alatri ha anche annunciato una “rivoluzione su Internet, il profilo Facebook e il sito ufficiale saranno luogo di appuntamento per i fruitori. Inoltre, grazie a una collaborazione con il Centro sperimentale di cinema e il corso di reportage dell’Aquila, verrà girato e pubblicato online materiale settimanalmente sulle nostre attività”.
“Ancora, l’archivio storico del Tsa, da condividere con quello dell’Uovo, contiene materiale straordinario scampato al sisma che verrà valorizzato – ha fatto notare poi – Lanceremo anche una selezione di talenti artistici sul web per fondare compagnie stabili di attori del territorio con un repertorio pronti a qualsiasi manifestazione ed evenienza”.
Si punta anche al marketing, “stiamo incontrando aziende per capire come collaborare”, e infine l’accordo con una radio locale “per un teatro giornale, legato all’attualità con una serie di puntate su realtà locali e quotidiane. Coinvolgerà firme come Anna Pavignano e Roberto Cavosi, oltre a giovani autori”.
“Una giornata importante per l’Abruzzo che si dota in questo modo di una struttura culturale di assoluto livello nazionale – ha esordito Lolli – Questa fusione è un’indicazione per tutti, un’unica strada da percorrere per salvare il nostro patrimonio legato alla produzione cultuale, messo seriamente in pericolo dalla carenza di risorse finanziarie da parte degli enti pubblici”.
“Ma ora la partita si apre anche con le altre istituzioni culturali di rilevanza regionale – ha aggiunto – In questo senso, mi aspetto un percorso simile, per la lirica, tra il Teatro Marrucino e l’Istituzione sinfonica abruzzese , mantenendo ognuno la propria storia e tradizione. Di certo posso dire che la Regione sarà vicino a tutte quelle istituzioni che vorranno fare la scelta di unire le forze e le esperienze”.
Di “percorso di successo” ha parlato la senatrice Pezzopane, sottolineando che “tutti si sono fatti carico del bene comune”.
Rainaldi ha parlato anche come ex, visto che è presidente dello Stabile dopo esserlo stato per anni dell’Uovo. “Siamo riusciti a mettere una serie di tasselli, un passaggio epocale per la cultura abruzzese – ha commentato – Avremo una sola sede, una sola struttura, un solo direttore, i dipendenti sono stati conservati, è un risultato in direzione di quello che vuole il ministero”.
“Se siamo arrivati qui è anche grazie a Preziosi. Il suo successore D’Alatri è arrivato in un momento di grande difficoltà e si è rimboccato le maniche – ha aggiunto – Più della serie A, questa è la Champions League del teatro e noi la vogliamo fare con le economie e i soldi giusti, ma anche con le idee e i progetti”.
Soddisfatto anche se solo a metà Tordera, presidente dell’Uovo il cui mandato è in dirittura d’arrivo. “Nell’atto di liquidazione formalizzato lo scorso 2 marzo abbiamo elencato alcune cifre che è giusto ricordare – ha sottolineato – L’Uovo è stato creato nel 1978 da Antonio Massena, Maria Cristina Giambruno e Totò Centofanti con coraggio, passione, follia. Dopo 36 anni quella storia è finita ma il progetto continua. A D’Alatri viene consegnato un gioiellino, una costola virtuosa. Numeri come 7 mila repliche e 1,2 milioni di persone sono indelebili”.
“È stato fatto quello che si dice sempre e non si fa mai, sono stati messi da parte i personalismi, si è capito che per mantenere vive le istituzioni bisogna rinunciare a qualcosa, il che è molto meno grave che rinunciare a tutto”, ha aggiunto.
Soddisfatta anche la Leone, assessore comunale dell’Aquila alla Cultura, delega che ha ereditato proprio dalla Pezzopane. “È sempre difficile rinunciare alla propria storia per crearne una nuova, questi due enti lo hanno saputo fare. Ora dobbiamo contagiare il resto dell’Abruzzo per un teatro sempre più grande e importante”.



