L’AQUILA – L’intervento al tavolo di coordinamento degli Enti per la ricostruzione si è concluso con una fuga per il sottosegretario alla presidenza dl Consiglio, Gianni Letta che, contrariamente a quanto annunciato, non  ha rilasciato dichiarazioni, ripartendo per Roma in fretta e furia.

I lavori della riunione sono continuati anche dopo la partenza di Letta, che ha promesso che tornerà a presenziare il tavolo, che si riunirà a cadenze settimanali fisse, nelle prossime settimane. Il sottosegretario ha poi commentato i lavori in una nota, parlando di “grande momento di collegialità” e ricordando la “vicinanza del governo”.

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A illustrare ai cronisti gli argomenti trattati durante la riunione è stato il presidente della Regione e commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi.

“Si è parlato del cronoprogramma degli interventi – ha snocciolato – dei soggetti attuatori e, in particolare, sono state fornite rassicurazioni sulla ricostruzione delle case Ater. Non si è parlato di fondi: finalmente non sento più la storia che i le risorse non ci sono. Ora bisogna portare avanti le opere finanziate”.

“Si è parlato dei piani di ricostruzione – ha aggiunto – che sono un fatto trasparenza, e attraverso di essi può emergere la qualità architettonica della ricostruzione”.

Inoltre, ha proseguito il commissario, “durante la riunione è stato affrontato anche il problema delle macerie, e a tal proposito un ordinanza è in corso di pubblicazione: posso annunciare – ha annunciato Chiodi – che ci sarà un soggetto coordinatore delle attività. Non si è parlato delle tasse, dal momento che l’argomento non riguarda questo tavolo tecnico che è di natura tecnico-politica”.

Chiodi si è rivolto si è rivolto al fotografo collaboratore del quotidiano Il Messaggero, Renato Vitturini, che qualche giorno fa si è incatenato davanti a palazzo Silone, sede della Giunta regionale, perché sfrattato dall’albergo dov’è ospitato nonostante i lavori di ristrutturazione della sua abitazione non siano stati completati.

“Abbiamo parlato anche di te – ha esclamato Chiodi rivolgendosi direttamente al fotografo – Noi abbiamo scelto un sistema in base al quale i proprietari scelgono imprese e tecnici. È giusto ci sia un termine, ma è ingiusto che i cittadini scontino ritardi, se sono attribuibili ai tecnici o alle imprese, anche se va ricordato che li hanno scelti loro. Stiamo studiando una soluzione che tuteli il cittadino se le colpe sono di altri. Ma, ricordo, non è lo Stato che sceglie, ciascuno deve farsi parte diligente. In bocca al lupo!”.

Alla conferenza era presente il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente. “Il tavolo è stato proficuo per la soluzione della vicenda macerie – ha commentato – Se i tavoli si aprono i risultati si ottengono, ma per un anno non lo si è fatto”.

In precedenza lo stesso primo cittadino, mentre Letta si dirigeva alla macchina, lo ha inseguito consegnandogli un documento relativo a un progetto di sviluppo del turismo, spiegando al sottosegretario che  “questo è molto importante per lo sviluppo economico dell’Aquila”. Letta ha preso il documento di Cialente, assicurando che lo guarderà.

LETTA: ”IMPORTANTE MOMENTO COLLEGIALE, IL GOVERNO C’E”’

L’AQUILA – “Apprezzo la partecipazione numerosa al tavolo di coordinamento e, nonostante i miei impegni a Roma, ho voluto partecipare alla riunione”.

Anche se non si è fermato a parlare con i cronisti, com’era stato annunciato, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Gianni Letta, ha fatto comunque arrivare il suo pensiero attraverso una nota sul tavolo di coordinamento degli Enti per la ricostruzione, cui ha presenziato oggi.

Nel suo intervento d’apertura, Letta ha voluto sottolineare “l’importanza di questo momento di collegialità, in cui ognuno può riversare l’impegno e la responsabilità per ricostruire insieme la città e i territori colpiti dal sisma, che è la cosa che più ci sta a cuore”.

“Ho più volte confidato a Chiodi – ha proseguito il sottosegretario Letta – che tante polemiche, anche quelle delle ‘carriole’, non sono nate dalla lontananza del Governo, ma dall’incapacità dei vari soggetti coinvolti di coordinarsi, parlarsi, mettere insieme gli sforzi comuni”.

“Tante incomprensioni e inefficienze – ha sostenuto – sono nate dal fatto che non basta la volontà dei singoli enti per ricostruire, ma bisogna unirsi in uno sforzo comune e collettivo, in maniera armoniosa, come si sta facendo a questo tavolo”.

“Con la mia presenza – ha concluso – voglio dare un segnale forte della vicinanza del Governo, che già dal 2009 ha stanziato i fondi necessari, e voglio dare il mio personale contributo alla soluzione delle criticità e all’accelerazione dei tempi di ricostruzione”.

IL TAVOLO

Istituito dalla Struttura per la gestione dell’emergenza (Sge), presso la sede di Coppito, il tavolo ha lo scopo di risolvere le difficili problematiche legate alla ricostruzione con tutti i soggetti coinvolti: Comuni, Provincia, Curia, Prefettura, Beni culturali, Struttura tecnica di missione, Provveditorato opere pubbliche, Commissario per l’edilizia residenziale e la stessa Sge.

Tre i punti all’ordine del giorno: i tempi di esecuzione degli interventi già finanziati sulle opere pubbliche, la situazione degli edifici classificati ‘F’ (temporaneamente inagibili); l’edilizia privata, gravemente danneggiata, con esito ‘E’, i piani di ricostruzione e la rimozione delle macerie.

PROTESTA DI UNA SFOLLATA ‘SFRATTATA’ DALL’ALBERGO

L’AQUILA – Ancora una protesta di una cittadina “sfrattata” da un albergo nonostante la sua abitazione sia ancora inagibile.

Questa mattina, fuori della scuola della Guardia di Finanza, poco prima del briefing sulla ricostruzione post-sisma del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, e del commissario, Gianni Chiodi, una sfollata, la signora Colaci, ha protestato perché intimata dagli uffici Sge di abbandonare entro 48 l’hotel Canadian dell’Aquila, dove è ospitata, pur non avendo una sistemazione alternativa.

Ad ascoltare le rimostranze della donna è stato il responsabile della Struttura di coordinamento e raccordo del presidente Chiodi, Giuseppe De Dominicis, il quale ha assicurato che “i problemi saranno risolti”.

La donna è una delle residente del condominio Filadelfia, in via Caprini, nella zona di San Giuliano, lo stesso in cui abitano altri due cittadini che hanno subito la stessa sorte: nonostante i lavori di ristrutturazione dello stabile non siano terminati, sono stati invitati a lasciare le strutture ricettive dove sono ospitati con i familiari.

Si tratta del fotografo che collabora con il quotidiano Il Messaggero, Renato Vitturini, che qualche giorno fa si è incatenato davanti a palazzo Silone, sede aquilana della Giunta regionale, e di un medico, G. R., al quale è stata notificato l’ordine di lasciare l’albergo.

A questi si aggiunge un altro caso, segnalato da un lettore di AbruzzoWeb, Alfredo De Angelis, che ha ricevuto una missiva della Struttura per la gestione dell’emergenza in base alla quale dovrà lasciare il residence dove è ospitato a Castel di Sangro.

Sge che ormai è sempre più severa.

LETTA: “CI SONO TRE MILIARDI, MA SONO NECESSARIE REGOLE”

L’AQUILA – Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Gianni Letta, ha presieduto stamane all’Aquila il tavolo di coordinamento di tutti i soggetti impegnati nella ricostruzione post-terremoto. Durante la riunione Letta ha sostenuto che “sono necessarie le regole, i soldi ci sono: si tratta di 3 miliardi di euro per opere pubbliche, ferrovie, case popolari, aziende, privati, attività produttive, una cifra mai impegnata in Europa”.

Il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente, pur ammettendo il forte impegno del Governo ha indicato la difficoltà nell’individuare le somme proprio per mancanza di strumenti normativi. Di qui l’idea di riaggiornarsi in maniera più frequente per monitorare gli impegni e per trovare le soluzioni, volta per volta, per gli adempimenti normativi. Letta andando via dall’Aquila ha aggiunto: “Non dormo la notte perchè il Governo ha fatto tanto e la gente protesta perchè dice che le cose sono ferme”.

Infine Letta ha esortato i rappresentanti istituzionali a chiamarlo in qualsiasi momento in cui dovessero esserci difficoltà con gli adempimenti normativi

CHIODI: “I FONDI CI SONO, ASPETTIAMO I CRONOPROGRAMMI” 

L’AQUILA – “Il Governo ha già stanziato i fondi, ora vogliamo cominciare a vedere gli edifici ricostruiti”.

Ha esordito così il commissario Gianni Chiodi, presidente della Regione Abruzzo, alla riunione del tavolo di coordinamento sulla ricostruzione, cui ha partecipato oggi anche Gianni Letta, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri.

Con questo messaggio, chiaro e semplice, il Commissario delegato per la Ricostruzione ha ribadito “la necessità di avere a disposizione in tempi brevi i piani di ricostruzione dei centri urbani da parte dei sindaci dei Comuni, data la disponibilità economica per finanziarli”.

Chiodi, quindi, ha rivolto un appello ai presenti chiedendo a tutti i soggetti attuatori, in particolare Comuni e Province, “di presentare al più presto i crono-programmi degli interventi da realizzare e di attuare tutte le misure necessarie per ridurre i tempi di ricostruzione”.

L’appello è stato raccolto dal  sottosegretario Letta, che ha annunciato di tornare all’Aquila per presenziare il tavolo di coordinamento e per vedere i piani di ricostruzione.

“Mi allontano confortato – ha detto Letta – è questo l’obiettivo che mi aspettavo. Stiamo lavorando bene, andiamo avanti”.

CIALENTE: “MOMENTO DI CONFRONTO PROFICUO”

L’AQUILA – “Il tavolo di coordinamento degli Enti per la ricostruzione è stato un proficuo momento di confronto tra i soggetti a vario titolo coinvolti nel processo. Una prospettiva che apre alla possibilità di risultati concreti”.

Questo il commento del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, a seguito della riunione tenutasi stamani nella sede della Struttura di gestione dell’Emergenza alla presenza del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, e del commissario alla Ricostruzione, Gianni Chiodi.

“Il commissario Chiodi e la Struttura di Missione – ha dichiarato Cialente – hanno ribadito le considerazioni già espresse sui piani di ricostruzione, mentre il Comune, per parte sua, ha avuto modo di spiegare che l’amministrazione si muove nell’ambito delle competenze attribuite dalla legge sugli enti locali e nel rispetto delle norme contenute nel Piano regolatore generale, nonché sulla base delle indicazioni fornite dal legislatore in sede di conversione in legge del cosiddetto decreto Abruzzo che, nel comma 5 bis dell’articolo 14 della legge 77 (legge sul terremoto), individua come obiettivo generale la definizione delle linee di indirizzo strategico per  assicurare la ripresa socio economica, la riqualificazione dell’abitato e per facilitare il rientro delle popolazioni nelle loro abitazioni”.

“Il Comune dell’Aquila – ha proseguito il primo cittadino – ha intrapreso un percorso di ricostruzione nel rispetto del proprio strumento di pianificazione, vale a dire il Prg, di assoluta trasparenza e regolarità, non sostituito, come si evince dalla succitata legge di riferimento e dalle numerose ordinanze ad essa seguite, da qualsivoglia piano di ricostruzione. Il piano di ricostruzione, quindi, a parere del Comune, deve essere interpretato come strumento strategico di programmazione che deve risolvere le esigenze specifiche e generali per ogni area perimetrata di stretto riferimento, ma non deve essere considerato, in via esclusiva, uno strumento urbanistico ad attuazione esecutiva, dal momento che in tal caso diverrebbe una norma generale destinata ad appesantire l’intero processo di ricostruzione e mal si  coniugherebbe con l’esigenza, riconosciuta dallo stesso legislatore, di favorire la ripresa economica e di facilitare il rientro della popolazione nelle proprie abitazioni in tempi accettabili”.

“Colgo l’occasione – ha aggiunto il sindaco Cialente –  per precisare che il senso della risposta della commissione tecnico scientifica al documento proposto dal commissario non può essere usato strumentalmente, essendo quello di richiamarsi all’ordinamento degli enti locali e non di sostenere la tesi per la quale il piano di ricostruzione è uno strumento obbligatorio e quindi da applicare per legge in forma estensiva2.

2Il Comune ha inoltre  avuto modo, nel corso dell’incontro di stamani, di spiegare al rappresentante del Governo la necessità che, come auspicato da tutti, le parti di territorio perimetrate ai sensi del decreto legge 1444 del 1968 e dell’articolo 2 del decreto n. 3 del 2010 del commissario per la ricostruzione, chiamate implicitamente centri storici, possano godere di tutte le provvidenze economiche, senza distinzione alcuna, ivi comprese quelle relative alle seconde case, per garantire la “ricostruzione armonica dell’abitato”, obiettivo peraltro richiamato sia nella legge primaria sul terremoto sia nelle ordinanze attuative”.
 

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