L’AQUILA – “La reazione di Massimo Cialente di questa mattina è stata esagerata – ha detto il commissario – il sottosegretario Letta stava facendo tutto nel modo giusto. Sul piano istituzionale, poi, certi atteggiamenti sono ingiustificabili. Ribadisco, non c’era alcun motivo di comportarsi in quel modo. La gente pensa che ci siano grossi conflitti – ha aggiunto Chiodi – ma non è affatto così. Siamo sereni, io stesso sono sereno. Sappiamo che c’è da soffire e che esistono delle difficoltà sulla strada della ricostruzione, ma questo è normale. Credo sia tempo di tornare a trasmettere ottimismo, come ha fatto il sindaco Ciancone, un esempio splendido di come ci si deve comportare. C’è chi pensa che L’Aquila non verrà ricostruita, non è affatto così. L’Aquila verrà ricostruita e sarà più forte e più bella del passato”.

Il commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, intervenuto a margine della presentazione della mostra fotografica di Roberto Grillo a Fontecchio (L’Aquila) ha  risposto all’inevitabile domanda sulla sfuriata del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, che questa mattina ha abbandonato il tavolo istituzionale per la ricostruzione in aperta polemica con la struttura commissariale

Alla domanda se l’assenza dell’ex prefetto Gabrielli pesi nell’equilibrio tra chi lavora alla ricostruzione, Chiodi ha risposto che “il problema è un altro: dobbiamo rimboccarci le maniche, trovare i fondi, metterli a disposizione, cercare di fare le leggi in base alle situazioni che ci troviamo di fronte, convincere il ministero dell’Economia.  Senza dubbio Gabrielli è stato un protagonista importantissimo della squadra che ha operato all’Aquila nel post terremoto. Da fare c’è, non è un problema di persone. I comuni devono impegnarsi nei piani di ricostruzione, ad esempio. Lavorare, non altro”.

Una battuta anche sui possibili impedimenti da parte della comunità europea e sulla zona franca, secondo i parametri di Bruxelles non necessaria.

“L’unione europea concederà la zona franca da qui a un paio di mesi, ma il punto non è questo. Ci sono Paesi che guardano al reddito medio italiano, superiore a quello di molti altri dell’eurozona, e si chiedono per quale motivo si deve alterare la concorrenza. Ma l’Europa, lo so per certo, ci sosterrà. Certo, quando arriverà la zona franca, a qualcuno non andrà bene, diranno che non la volevano o la volevano diversa, ma ci sono abituato”. (r.s.)