L’AQUILA – Prima la bagarre con la protesta delle opposizioni di centrosinistra che dicono di aver assistito a un “tentativo disperato di Forza Italia, Lega e Udc di scansare lo tzunami” parlando un “si salvi chi può”, e che hanno quindi esposto cartelli con la scritta “dimissioni”, poi il duro scontro tra l’assessore regionale al Bilancio Mario Quaglieri e il leader del Patto per L’Abruzzo Luciano D’Amico.
Quest’ultimo, definito “Pinocchio” dall’altro, se ne sarebbe andato arrabbiato e scuro in volto, vicenda simile a quella andata in scena sulla querelle dei fondi a pioggia per gli eventi.
Una lite questa volta scoppiata sui numeri del buco della sanità e sugli aumenti Irpef: Quaglieri è stato accusato di essersi presentato in sala senza dati concreti sui disavanzi Asl per il 2024 e proiezioni su quelli del 2025, da qui è nata la diatriba.
La prima battaglia sul provvedimento di aumento della addizionale Irpef a scaglioni di reddito, deciso dalla Giunta regionale guidata da Marco Marsilio, di FdI, per coprire il buco della sanità del 2024, è andata in scena oggi in Prima Commissione Bilancio, con la discussione poi rinviata a lunedì 31 marzo, in attesa della prossima seduta del Consiglio regionale convocata per giovedì 3 aprile.
La manovra, basata sulla riforma della addizionale Irpef varata dal Governo nazionale, coinvolge i cittadini cn un reddito che va oltre i 28mila euro con scaglioni fino a 50mila e o poi oltre i 50mila: porterà un gettito stimato di circa 44 milioni di euro, di cui, secondo quanto emerge da una analisi di Verì, 20 milioni.
La Commissione, presieduta da Vincenzo D’Incecco, ha iniziato questo pomeriggio il confronto in un clima di tensione e polemiche. Il provvedimento mira a “recuperare risorse aggiuntive a sostegno del Sistema Sanitario Regionale, da destinare prioritariamente alla copertura della eventuale quota di ripiano dei disavanzi pregressi delle Aziende sanitarie locali posta a carico dell’ente, e ciò mediante specifico intervento sulle leve fiscali regionali”, si legge nel progetto di legge.
La necessità di varare in tempi stretti la manovra fiscale, deriva dall’appuntamento con il tavolo di monitoraggio nazionale sul disavanzo sanitario per il 2024, dal quale, senza interventi, potrebbe derivare una tassazione massima imposta direttamente dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Il confronto bipartisan ha posto in discussione una riforma del sistema sanitario e della gestione delle Aziende sanitarie locali.
Sono intervenuti, oltre a Quaglieri, il direttore regionale del Dipartimento Risorse, Fabrizio Giannangeli; l’assessore alla Sanità, Nicoletta Verì, in collegamento da remoto, con la direttrice regionale del Dipartimento Sanità, Emanuela Grimaldi. Tra le rappresentanze sindacali presenti: Riccardo Gentile, segretario generale aggiunto CISL Abruzzo-Molise; Carmine Ranieri, segretario generale CGIL Abruzzo-Molise e Simone Tempesta, segretario regionale FIALS Abruzzo, Stefano Matteucci, segretario regionale UGL Salute Abruzzo.
Sull’aumento ci sono state polemiche anche in seno al centrodestra con i partiti non d’accordo che in commissione hanno cercato di affermare dei distinguo e aggiustamenti sul provvedimento che sarà all’esame del Consiglio regionale nella prossima seduta.
Le opposizioni di centrosinistra in completo dissenso con la decisione della maggioranza, hanno protestato esponendo cartelli con la scritta dimissioni, una istanza di sfiducia riferita al presidente Marsilio, all’assessore alla salute Nicoletta Verì, e all’assessore regionale Quaglieri, parlando di “un atteggiamento irresponsabile e squalificante”.
“Nessuna risposta concreta sul passato e nessuna certezza per il futuro. La destra mette le mani in tasca ai cittadini con una leggerezza inaccettabile. Continuano ad arroccarsi sulle solite giustificazioni: Covid, guerre, aumento costi energia, come se questi fenomeni avessero colpito solo l’Abruzzo. La verità è che la gestione delle risorse pubbliche della regione Abruzzo da parte di Fratelli D’Italia, Lega, Udc e Forza Italia è stata mirata più a rafforzare i consensi nei bacini elettorali dei singoli consiglieri regionali, che a migliorare la qualità della vita degli abruzzesi. E i risultati di questo atteggiamento sono sotto gli occhi di tutti”.
In una nota i gruppi di opposizione di PD, M5S, AVS, Azione e la civica Abruzzo Insieme, parlano di “un tentativo disperato quello di Forza Italia, Lega e Udc di scansare lo tzunami di malcontento che sta investendo il centrodestra a seguito dell’aumento delle tasse. Un ‘si salvi chi può’ per provare a scaricare esclusivamente su Fratelli D’Italia e sul presidente Marsilio la responsabilità della pessima gestione delle risorse pubbliche e della sanità degli ultimi sei anni. Nulla di più falso, sono tutti responsabili: fino a oggi hanno votato compattamente ogni scellerato provvedimento, sia in Giunta che in Consiglio, che ha portato l’Abruzzo sull’orlo del baratro. Come hanno votato il Disegno di legge sull’aumento delle tasse, abbassando la testa davanti alla minaccia del presidente di cacciare dalla Giunta qualunque dissidente”.
“Chi ieri ha scelto di salvare il posto in maggioranza piuttosto che difendere gli abruzzesi non può presentarsi oggi come una soluzione, peraltro inefficace. L’aumento dell’Aliquota a ‘solo’ 2,63 %, proposta da Forza Italia, è l’ennesima presa in giro! È come sostenere che l’attacco di uno squalo tigre sia meglio di quello di uno squalo bianco: nei fatti entrambi ti sbranano, forse uno ci mette solo più tempo” .
“Oggi i partiti di centrodestra – incalzano i consiglieri di opposizione– si svegliano ammettendo che la sanità è un disastro e va completamente revisionata. Una fotografia che come opposizione abbiamo scattato da tempo e più volte denunciato in Consiglio regionale, nelle Commissioni competenti e negli uffici di Presidenza. Denunce sempre ignorate dal centrodestra che ci ha definito addirittura ‘allarmisti’. Oggi, che i fatti ci danno ragione, il fuggi fuggi dalle responsabilità è una scena squalificante per le istituzioni che rappresentano. La sanità – concludono – va ristrutturata dalle basi; lo sappiamo e lo faremo, con abnegazione ed efficacia appena la destra libererà l’Abruzzo dalla sua incompetenza” concludono.





