L’AQUILA – “Continueremo a battagliare a livello europeo per la questione delle tasse, prendo questo impegno”.
Questa la grande promessa fatta all’Aquila nella sua prima visita dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi, sul tema caldissimo della restituzione delle tasse sospese nei primi mesi dopo il sisma del 6 aprile 2009.
Una recente nota dell’Unione europea è tornata a sollecitare la restituzione immediata e senza sconti, al contrario di una legge dello Stato che fissa la dilazione in 10 anni e l’abbattimento al 40% del totale.
Secondo alcuni scenari la rivendicazione comunitaria dovrebbe riguardare le sole 115 aziende che superano la cosiddetta soglia ‘de minimis’ per un totale di 100 milioni di euro da restituire, ma in base a interpretazioni diverse il balzello potrebbe estendersi anche a 7 mila partite Iva.
Nell’uno e nell’altro caso, sarebbe una mazzata per i territori terremotati, ecco perché l’annuncio di Renzi, in prima persona, è stato accolto da un applauso.
“A esser chiari, va bene l’applauso, ma ‘rigore è quando arbitro fischia’, lo diceva il grande filosofo Vujadin Boskov”, ha aggiunto, parafrasando con prudenza l’ex allenatore della Sampdoria.
“Purtroppo la vicenda è andata come sappiamo, sarebbe stato meglio gestirla fin dall’inizio in modo diverso – ha proseguito – adesso cercheremo di metterci una pezza nelle forme e nelle modalità che saremo in grado di utilizzare”.
“Idem dicasi per la questione dei ragazzini e dei bambini orfani (si chiede un sussidio pensionistico, ndr), idem dicasi per la questione della trasparenza (white list di aziende affidabili, ndr), cioè per i punti lasciati aperti. Vorrei garantire che c’è un impegno costante”.



