L’AQUILA – A provocare i tafferugli tra gli aquilani e forze dell’ordine sono stati manifestanti, “per lo più estranei ai terremotati”, che “hanno iniziato a premere sul cordone delle forze dell’ordine chiedendo con veemenza di raggiungere Piazza Montecitorio”.
Si tratterebbe di “appartenenti all’area antagonista e di rappresentanti di centri sociali”. È la ricostruzione fornita al Capo della Polizia, Antonio Manganelli, dal questore della Capitale, Giuseppe Caruso, nella quale si evidenzia che “l’opera di mediazione svolta dai funzionari preposti al servizio di Ordine Pubblico e dallo stesso sindaco dell’Aquila è stata resa difficoltosa a causa della presenza tra i manifestanti di appartenenti all’area antagonista e di rappresentanti di centri sociali di Roma e dell’Aquila, che incitavano a forzare il blocco per strumentalizzare possibili disordini”.
Indetta dalle associazioni e dei comitati terremotati e dei sindaci L’Aquila, per la Questura la manifestazione si era svolta “pacificamente, salvo qualche minimale tentativo di forzare il cordone delle forze dell’ordine”, e prevedeva un “presidio in piazza Santi Apostoli e lo spostamento di una delegazione a piazza Montecitorio, per poi radunarsi nel pomeriggio in piazza Navona”.
“Nel corso dei tafferugli – riferisce la Questura, sono rimaste lievemente ferite due persone per le quali non è stato necessario ricorrere alle cure mediche: una di queste si era già resa responsabile di attività analoghe”.
La relazione del questore è stata valutata in un apposito incontro tra Manganelli e il ministro dell’Interno, Roberto Maroni.



