L’AQUILA – Inizia oggi la settimana di protesta istituzionale e cittadina per strappare, in extremis, un provvedimento di proroga della restituzione delle tasse sospese dopo il terremoto ai residenti nei comuni del “cratere”.
Alle 15.30, alla villa comunale dell’Aquila, davanti il palazzo dell’Emiciclo, si incontreranno i sindaci del territorio con fasce e gonfaloni, così come richiesto dal primo cittadino del capoluogo, Massimo Cialente.
La manifestazione si terrà in concomitanza con lo svolgimento del Consiglio regionale e non è escluso che si dia vita a forme di protesta pacifiche ma clamorose, quale l’occupazione simbolica dell’aula e la sospensione dei lavori.
Se ne sta discutendo già da ieri e alcuni consiglieri regionali aquilani stanno valutando l’opportunità di mettersi a capo dell’iniziativa per ricondurre il tutto a un ambito istituzionale, come nelle intenzioni di Cialente.
Della cosa è informato sicuramente il consigliere regionale del Popolo della libertà Luca Ricciuti, presente ieri nell’incontro al Comune con alcuni parlamentari abruzzesi, anche l’assessore dello stesso partito Gianfranco Giuliante dovrebbe essere d’accordo, mentre il vice presidente dell’assemblea Giorgio De Matteis (Mpa) ha nicchiato l’invito a fare squadra e si è detto sicuro che la cosa si risolverà in ambito governativo senza la necessità di una prova di forza degli aquilani.
Intanto oggi Chiodi sarà di nuovo a Roma per definire gli ultimi dettagli della strategia pensata negli ultimi giorni: un’ordinanza urgente che dovrebbe “traghettare” i contribuenti fino all’approvazione del maxi emendamento alla legge di stabilità, in cui dovrebbe essere contenuto il provvedimento con un’ulteriore proroga.
“Questa, al momento, la strada più opportuna da seguire. Questione di ore, dunque, l’ufficialità della decisione”, si leggeva ieri una nota della struttura commissariale.
E a chi chiede un decreto come provvedimento che resterebbe valido anche in caso di possibile caduta del governo, Chiodi ribadisce ad AbruzzoWeb che anche un’ordinanza avrebbe quella caratteristica.
Grande attivismo anche da parte della pattuglia dei parlamentari abruzzesi che ieri si sono divisi per presidiare i due fronti: quello locale e quello romano. Mentre Luigi Lusi (Pd) e Alfonso Mascitelli (Idv) si facevano vedere a Villa Gioia negli uffici del sindaco Cialente, nella capitale si trovavano il coordinatore regionale e il vice del Pdl, i senatori Filippo Piccone e Fabrizio Di Stefano, che hanno lavorato tutto il giorno insieme a Chiodi, e con l’aiuto del sottosegretario alla Presidenza del consiglio Gianni Letta, per cercare una via di uscita dall’impasse.
Sempre a Roma, dopo il vertice con i sindaci del “cratere”, è giunto il democrat Giovanni Lolli che sta seguendo in prima persona l’aspetto tecnico della questione maxi emendamento. Lolli ha affermato che “il tempo a nostra disposizione è pochissimo, ma abbiamo ancora un piccolo margine”.
CIALENTE: “ORDINANZA DA SOLA NON BASTA”
L’AQUILA – “Si parla di un’ordinanza, ma questa da sola non basta se non è accompagnata dalla presentazione di un provvedimento al maxi emendamento che dovrà essere discusso, altrimenti saremo costretti a Natale, a Capodanno e alla Befana a stare di nuovo in piazza”.
È tornato sulla questione della restituzione delle tasse sospese dopo il terremoto il sindaco dell’aquila, Massimo Cialente, a margine dell’evento che si è tenuto questa mattina del sollevamento di un palazzo per il suo adeguamento sismico, riferendosi all’ordinanza urgente di slittamento che dovrebbe “traghettare” i contribuenti fino all’approvazione del maxi emendamento alla legge di stabilità.
Sul parallelismo tra il sistema per il sollevamento del palazzo e la “sollevazione” popolare con la manifestazione di questo pomeriggio, il primo cittadino ha scherzato: “Forse seviranno anche a noi questi strumenti”. (e.m.)



