L’AQUILA – “Per la questione tasse, abbiamo prorogato la scadenza per permettere al Governo di lavorare per garantire finalmente una soluzione definitiva che vada al di là della propaganda”.

Così il sottosegretario ai Beni culturali, il pentastellato abruzzese Giancluca Vacca, oggi in visita al Museo nazionale d’Abruzzo del capoluogo, sulla questione della restituzione delle tasse sospese dopo il sisma dell’Aquila da parte di circa 350 imprese e partite Iva, richieste dalla Commissione europea perché considerate come aiuti di Stato.

La tematica avrebbe dovuto far parte del decreto terremoto approvato dalla Camera dei Deputati ma gli emendamenti sono stati bocciati in Commissione e poi alla Camera.

Il Governo ha però prorogato i termini della cartelle esattoriali al prossimo 23 settembre. Con la trasformazione del Dl Terremoto in legge, cinque nuovi Comuni abruzzesi sono stati inseriti nel cratere del terremoto del centro Italia: Catignano, Civitella Casanova e Penne (Pescara), Penna Sant’Andrea e Basciano (Teramo); inoltre, imprese e partite iva colpite dal sisma avranno altri due mesi di tempo per presentare la documentazione per la restituzione delle tasse, a partire dalla perizia sui danni.

Il provvedimento è passato con 398 sì, 98 astenuti e nessun voto contrario. Tuttavia, gli emendamenti presentati al decreto sono stati tutti respinti e questo ha sollevato polemiche e numerose critiche.

“Gli emendamenti non ammessi, su cui l’opposizione ha fatto un dibattito strumentale – spiega Vacca oggi all’Aquila – erano inammissibili poiché non erano conformi al decreto in discussione, oltre ad essere nel merito non efficaci. Credo che questo lo sappia anche chi ha strumentalizzato la decisione degli uffici della Camera”. 

“È importante ricordare che questo governo ha trasformato il decreto terremoto del governo  Paolo Gentiloni, di un solo articolo, in un decreto con più di 20 articoli e 300 milioni a sostegno delle comunità colpite dal sisma”, prosegue il sottosegretario pentastellato.

“Sono azioni che vanno dalla semplificazione burocratica al sostegno delle attività in un’ ottica di ricostruzione efficace – ha continuato -. Per L’Aquila in modo particolare la mia delega alla ricostruzione dei beni culturali si traduce nel supporto alla programmazione della fase finale della ricostruzione, affinché il nostro capoluogo possa tornare al suo originario splendore”, ha concluso