L’AQUILA – “Uno slittamento dell’approvazione del decreto avrebbe effetti devastanti sulle categorie imprenditoriali del cratere. Chiediamo a tutti i rappresentanti politici impegnati in questa vicenda, una presa di posizione chiara e perentoria a tutela di centinaia di imprese e migliaia di lavoratori”.
È la richiesta del presidente dell’Associazione nazionale dei costruttori edili (Ance) L’Aquila, Adolfo Cicchetti e del delegato di Confindustria alla Ricostruzione, Ezio Rainaldi.
“Ance e Confindustria hanno avuto, la scorsa settimana, le più ampie rassicurazioni dal Governo sull’approvazione, tra martedì e giovedì di questa settimana, della proroga al 23 settembre del termine per la presentazione della documentazione, da parte delle imprese, relativa alla restituzione delle tasse sospese dopo il sisma 2009”, scrivono nella nota congiunta.
La seduta della Camera acquista un’importanza notevole, proprio in virtù della bocciatura degli emendamenti in Senato, presentati con l’obiettivo di innalzare la soglia del “de minimis” da 200 mila a 500 mila euro, ma la proposta ha avuto 112 voti favorevoli (i senatori di Forza Italia, Fratelli d’Italia e Pd) e 154 contrari (gli esponenti di Lega e Movimento 5 Stelle).
In Commissione speciale atti urgenti del Senato Lega e M5S hanno proposto una proroga fino al 31 dicembre prossimo, per una eventuale restituzione. Ma la vicenda è molto complessa e molti sono stati i momenti chiave in questi ultimi mesi.
Già il 16 aprile scorso, infatti, ci si è mobilitati con un corteo di protesta con oltre 5mila persone che hanno sfilato per le vie dell’Aquila, su iniziativa della Regione Abruzzo e del Comune, per dire “no” ad una restituzione delle tasse che “ucciderebbe un territorio già martoriato dal terremoto del 6 aprile 2009”.
Anche il governo uscente si è mosso in tal senso, con un’azione politica che ha portato a un decreto di proroga che per 120 giorni ha sospeso l’efficacia delle cartelle esattoriali.
Sulla base di questo provvedimento, poi, lo scorso 18 aprile, il Tribunale amministrativo regionale del capoluogo abruzzese non ha concesso la sospensiva, ma comunque l’azione messa in campo dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, non ha smorzato i timori degli aquilani, che restano in attesa di avere un responso e un aiuto da parte dell’Esecutivo nazionale.
“Ad oggi, a seguito della discussione ancora in atto alla Camera sul decreto terremoto, sta maturando una lecita preoccupazione che ci obbliga a richiamare la classe politica tutta alle proprie responsabilità”, concludono.



