L’AQUILA – ”La situazione del nostro territorio non è più in grado di attendere ulteriormente, perchè deteriorata da troppi ottimismi, siamo stati troppo fiduciosi. Ora dobbiamo uscire da questo stato di incertezza. Siamo pronti alla mobilitazione e allo sciopero fiscale.”.
Pensieri e parole dei rappresentanti delle associazioni di categoria delle piccole e medie imprese della provincia dell’Aquila riunite nella “Rete Imprese Italia”, Agostino Del Re e Giorgio Stringini di Cna, Carlo Rossi di Confescercenti, Roberto Donatelli e Celso Cioni di Confcommercio e Ruggero De Amicis di Cna Avezzano (L’Aquila), se non verrà risolta la questione della proroga del pagamento delle tasse sospese dopo il terremoto del 6 aprile 2009.
”Le medie e le piccole imprese – ha spiegato questa mattina in conferenza stampa Del Re di Cna – hanno grossi problemi, perchè alle difficoltà della crisi nazionale, si sono aggiunte quelle dovute al terremoto. Altra criticità è legato al fatto che non si sa ancora nulla sulla zona franca urbana”.
Per Del Re i disagi delle piccole e medie imprese aquilane ”non sono solo un problema locale, ma di tutta la Regione e dell’Italia. Nella Provincia dell’Aquila le attività di servizio, di turismo e commercio sono 39 mila con 150 mila dipendenti di cui il 50% sono tutti lavoratori di imprese nel territorio del cratere. Per pagare le tasse saranno diverse le attività che saranno costrette a chiudere e di conseguenza a lincenziare i propri lavoatori”.
Oggi alle 16 tutte le associzioni di categorie di Rete Impresa parteciperemo alla convocazione del sindaco Massimo Cialente, per una riunione a cui sono state invitate, insieme ai sindacati e la Camera di commercio per organizzare la necessaria mobilitazione per ”protestare contro la decisione del Governo di non prorogare la restituzione delle tasse sospese”.
Per il Cna c’è la possibilità dell’illegalità nella restituzione di quello dovuto.
”Dagli stipendi – ha motivato Del Re – si può ritirare soltanto solo il quinto da ogni busta paga, ma per il pagamento delle tasse sospese si supererà il consentito.”
Il direttore della Confcommercio Cioni è pronto allo sciopero fiscale.
”Non è che non vogliamo pagare le tasse – ha affermato – è che le imprese sono allo stremo e quindi non ci sono soldi per far fronte alle scadenze. Siamo pronti a non pagare quello che ci chiederanno. La zona franca poi è un mezzo che serve subito, perchè ora le aziende hanno bisogno e non quando saranno ’morte’”.
Stringini della Cna aggiunge che ”le nostre associazioni di categoria devono collaborare per l’istruttoria della zona franca, perchè non è possibile che si incentivino le nuove imprese e non quelle vecchie. Tra l’altro è essenziale che le nuove attività non siano concorrenziali a quelle già esistenti sul territorio”.
Stringini ha concluso lanciando un altro appello.
”Oltre alla sospensione delle tasse, c’è bisogno che vengano riaperti i termini dell’ordinanza sul rimborso per i danni ricevuti dalle attività produttive, perchè numerosi imprenditori a causa dell’emotività del momento hanno purtroppo sbagliato a compilare la domanda”.
Alla conferenza stampa ha partecipato come spettatore anche l’onorevole del Pd Giovanni Lolli.
”Ho sempre detto – ha dichiarato Lolli – che non c’èra la copertura economica per avere il rinvio, ma nessuno mi ha voluto credere anche grazie alle parole tranquillizzanti provenienti dal Commissario, Gianni Chiodi, che ora deve avere il coraggio di scrivere un’ordinanza per bloccare la restituzione delle tasse fino al 31 dicembre. Il Governo poi deve spiegare come mai si è trovata la copertura finanziaria per gli alluvionati del Veneto dello scorso anno e non per L’Aquila”.
PEZZOPANE: “CI SENTIAMO TRADITI”
In relazione alla vicenda restituzione delle tasse, a margine di una conferenza stampa è intervenuta questa mattina anche l’assessore comunale alle Politiche sociali Stefania Pezzopane.
“Ci sentiamo traditi – esordisce l’assessore – perché tutte le rassicurazioni che ci hanno dato sono state solo per sedare il nostro malessere, e non per un aiuto concreto”.
“Questo pomeriggio, alle 16, ci sarà una riunione con i sindacati, alla quale hanno deciso di aderire moltissimi sindaci del cratere, e partiremo immediatamente con la mobilitazione di tutta la popolazione”.
“In questo Paese – conclude – esistono i condoni e non c’è lo spazio per mantenere l’impegno preso per la ricostruzione dell’Aquila. Siamo delusi dal commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, perchè non ha saputo difendere la nostra città, ora è tutto nelle nostre mani”. (s. ciamb.)





