L’AQUILA – Da oggi, gli aquilani e gli altri cittadini del “cratere” tornano a pagare tributi e contributi. Il decreto legge 78 della manovra correttiva dispone infatti una nuova proroga esclusivamente per i titolari di redditi di impresa o di lavoro autonomo con volume d’affari non superiore ai 200 mila euro.
Dipendenti e pensionati, quindi, sono esclusi dalla proroga e ricominciano a pagare Irpef, Inail, tornano a mettere mano alle cartelle esattoriali e ai mutui, a prescindere dal nuovo accordo con l’Abi.
Per i pedaggi autostradali sono scattati anche aumenti, entrati in vigore da oggi, che arriveranno fino al 5 per cento su tutta la rete autostradale, tra cui l’A25 Chieti-Pescara.
UNA PROROGA PER POCHI
La nuova sospensione tributiva e contributiva sembra un affaire per pochi, visto che, a detta della Confcommercio, sono pochissimi gli esercizi commerciali al di sotto di queste cifre.
“Una cosa è il volume d’affari – chiarisce Miria D’Amico, consulente del lavoro – altra cosa è il reddito, che per un titolare di un’impresa commerciale, un benzinaio per esempio, rappresenta solo una piccola percentuale”.
Un problema che è anche contabile. “All’Agenzia dell’entrate – prosegue la consulente – non sono ancora state trasmesse le dichiarazioni relative al 2008 e al 2009 e quindi al momento non sappiamo a quale anno far riferimento per calcolare questi 200 mila euro. Inoltre, anche se un libero professionista non paga, è tenuto a pagare le tasse dei propri dipendenti già a partire dalla busta paga del mese di giugno”.
VERSO IL CORTEO
Proprio per questo le categorie professionali hanno confermato l’adesione alla mobilitazione generale del 7 luglio a Roma, convocata nonostante le indicazioni degli emendamenti alla manovra sembrino concedere all’area del “cratere” altri 6 mesi prima di iniziare la restituzione dei tributi e contributi non versati.
LO SLITTAMENTO COSTERA’ 617 MILIONI NEL 2010
L’AQUILA – L’onere dello slittamento dei versamenti tributari per l’Abruzzo costerà nel 2010 617 milioni di euro. A partire dal 2011 invece il recupero di gettito porterà nelle casse dello Stato circa 111 milioni l’anno (fino al 2014) che diventeranno 171 milioni nel 2015.
Il calcolo si rintraccia sulla relazione tecnica dell’emendamento del relatore alla Manovra, Antonio Azzollini.
La copertura per l’anno in corso sarà a carico dello scudo fiscale. I 617 milioni (esattamente 616,16) risultano da 288,16 milioni di gettito tributario e 328 milioni di gettito contributivo.
“La copertura finanziaria – spiega la relazione – viene assicurata mediante l’utilizzo delle entrate relative alla riapertura dei termini per il rimpatrio e regolarizzazione delle attività finanziarie detenute all’estero”.
Si tratta della riapertura al 30 aprile scorso. “Sulla base dei dati di gettito introitati, contabilizzati sull’apposita contabilità speciale, risulta che dalla riapertura dei termini sono affluiti nel 2010 circa 634 milioni”.
E L’INPS CONFERMA LA RESTITUZIONE DEI CONTRIBUTI
L’AQUILA – In attesa degli sviluppi sulla manovra correttiva, l’Inps richiede ai contribuenti dell’area del “cratere” colpito dal 6 aprile 2009 il rispetto dei termini della restituzione dei contributi previdenziali non versati nei primi mesi del post-sisma.
Il termine del 16 giugno 2010 di scadenza del pagamento della prima delle 60 rate con cui vengono restituiti i contributi sospesi da aprile novembre 2009, è stato infatti confermato da un nuovo messaggio Inps a firma del direttore generale.
E questo “alla luce delle maggiori informazioni pervenute, concernenti il testo degli emendamenti approvati dal Consiglio dei Ministri”.
La comunicazione, che porta la data del 28 giugno 2010, integra il testo contenuto nel messaggio 16896 del 25 giugno, con cui lo stesso ente sospendeva l’operatività del provvedimento attraverso il quale l’Inps richiedeva il recupero in un’unica soluzione dei tributi non versati da dicembre 2009 a giugno 2010.
LOLLI: ”BANCHE GIA’ BUSSANO ALLE TASCHE DEGLI AQUILANI”
L’AQUILA – “Alcune banche già cominciano a bussare alle porte degli aquilani per pretendere la riscossione dei mutui”.
Il parlamentare del Partito democratico, Giovanni Lolli, descrive la realtà di molti cittadini abruzzesi che “dopo tante promesse, dopo tanto parlare – dice – oggi si trovano abbandonati dal governo, subendo una sorte completamente diversa da quella riservata a Umbria e Marche, come se i terremotati abruzzesi fossero di serie B”.
“La situazione – aggiunge – è molto preoccupante: tutti i terremotati ricominceranno a pagare le tasse correnti, tranne i lavoratori autonomi con un volume di affari non superiore ai 200 mila euro (redditi del 2008), cioè praticamente quasi nessuno, mentre per quanto riguarda la restituzione di quanto sospeso sino a oggi, è previsto lo slittamento a gennaio 2011 ma restano le 60 rate e la misura del 100 per cento di quanto dovuto”.
“Io – conclude – continuo a sperare in una modifica dell’emendamento presentato al Senato: c’e’ ancora tempo per un ravvedimento di governo e maggioranza”.
BERSANI: ”DOPO LE PROMESSE SI RICOMINCIA”
L’AQUILA – “Dopo le promesse e gli impegni oggi riportano le tasse all’Aquila. Chiedete a un commercialista di là in che situazione di sbandamento totale si trova tra gente che, giustamente, è fuori dalla grazia di Dio”.
È la denuncia che il segretario del Partito democratico, Pier Luigi Bersani, ha rivolto al Governo, presentando al Senato le proposte del Pd alla manovra economica.
LEGNINI: ”TERREMOTATI TARTASSATI”
L’AQUILA – “Oggi gran parte degli abruzzesi colpiti dal terremoto del 6 aprile dell’anno scorso ricominciano a pagare le tasse. L’emendamento alla manovra presentato dal relatore di maggioranza risolve solo una piccola parte del problema”.
Lo afferma in una nota Giovanni Legnini del Partito democratico. L’emendamento del relatore Antonio Azzollini “prevede una proroga nella sospensione dei pagamenti delle imposte solo per i titolari di Partita Iva per un ricavo annuo, tra l’altro, risibile, di appena 200 mila euro. Questo – sottolinea – significa che pensionati, dipendenti e gli altri contribuenti ricominciano a pagare”.
“Da subito – aggiunge il senatore – gli abruzzesi dovranno riprendere a pagare le rate del mutuo e sarà avviata nei loro confronti la riscossione delle bollette Equitalia. Dal 1° gennaio del 2011 sarà poi chiesta loro la restituzione della tasse sospese. Tutto questo verrà rateizzato per cinque anni, dal 1° gennaio 2011. Il Pd, invece, chiede che venga rateizzato per dieci anni al 40 per cento, come pure era stato fatto per l’Umbria, le Marche e per il Molise”.
“Per cinque anni – conclude Legnini – i cittadini delle zone d’Abruzzo colpite dal terremoto saranno i più tartassati d’Italia. Sarà, ovviamente, una situazione insostenibile da cui emergerà chiaramente che l’Abruzzo è stata la regione terremotata trattata nel peggior modo rispetto a tutte le altre”.



