TRASACCO – La morte di Pietro Taricone ha gettato nello sconforto l’intera popolazione di Trasacco (L’Aquila), paese nativo dei genitori Rita e Francesco, dove Pietro ha trascorso alcuni anni della sua infanzia e dove tornava spesso per abbracciare la nonna Iole, alcuni zii e altri parenti, ma soprattutto tanti suoi amici.
Dal momento dell’incidente e per tutta la notte i cittadini di Trasacco hanno sperato in un miracolo. Alle prime luci dell’alba poi, la notizia si è diffusa in un baleno nel popoloso centro del Fucino. Il sindaco Gino Fosca, medico, cugino del papà di Pietro, ha preannunciato che questa sera, in occasione del consiglio comunale, convocato per l’ approvazione del bilancio consuntivo, proporrà di indire una giornata di lutto cittadino.
“Sono costernato e triste – ha detto – assieme a tutti i miei concittadini. Ho sperato in un miracolo che non si è verificato. Partirò per Terni per rendere omaggio alla sua memoria e per manifestare la vicinanza mia e dei cittadini di Trasacco a tutti i famigliari”.
Fosca ha quindi aggiunto che il corpo quasi certamente, verrà tumulato nella cappella di famiglia a Trasacco. Costernato e incredulo anche il medico Giuseppe Ranalletta, che era sindaco nel 2000, quando Taricone partecipò con successo alla prima edizione del “Grande Fratello”, che si trova in Calabria per un periodo di vacanza e che non ha trovato parole per esprimere il suo grande dolore.
La sera del 16 gennaio 2001 a Trasacco si radunarono circa 8 mila persone per festeggiare Taricone: Ranalletta lo accolse nella sala consiliare del Comune donandogli la chiave della città.






