CAPESTRANO – Una serata di tango nell’Abruzzo più bello e che fa battere i denti, per danzare con la memoria, costruire e ricostruire l’aggregazione sociale.
Con questo spirito i tangueri provenienti dall’Abruzzo e dalle regioni limitrofe che sabato 12 ottobre parteciperanno a la Milonga del Guerriero, organizzata dall’Associazione Pro-loco di Capestrano (L’Aquila). La kermesse inizierà alle 17 con una passeggiata per le vie del centro storico e dintorni, poi appuntamento al piazzale del Convento di San Giovanni. Dalle 20.30 nella suggestiva location del convento spazio a “Milonga del Guerriero”, al ritmo suadente del musicalizador Francesco Pancho Pantalone.
La comunità del tango all’Aquila esiste da anni ed è molto solida. La vera novità post terremoto è l’abbassamento dell’età media di chi al tango si avvicina, moltissimi sono i giovani che hanno cominciato a ballare e farsi assorbire dall’incanto che da questo ballo scaturisce. In questo senso, la serata milonguera di sabato servirà per riunire tutto il popolo tanguero dell’Aquila e dintorni.
“Dal 6 aprile 2009 a oggi, abbiamo ballato per strada, nei parcheggi, nelle tendopoli, ovunque ci fosse la possibilità di accendere uno stereo”, spiega ad AbruzzoWeb Irene, una grande appassionata di questo ballo-filosofia. Perché chi sceglie il tango fa una scelta morale, molto profonda.
Questo ballo nasce come sollievo alla malinconia e alla nostalgia che scaturiva dall’emigrazione in sud-America degli Italiani a partire dalla fine dell’800. Il lungo viaggio che conduceva in un paese lontano e troppo diverso dal proprio, un posto che costringeva gli immigrati a fare i conti con tante difficoltà, prima fra tutte la diffidenza culturale.
“Il tango è ancora molto attuale proprio in questo contesto di mescolanze culturali, basta guardare al quotidiano, assistere allo sbarco di centinaia di immigrati sulle nostre coste. Il tango è condivisione, sofferenza, malinconia e nostalgia verso la propria terra”, dice Irene.
“Oggi – continua – a distanza di decenni quei sentimenti vivono ancora dentro di noi, come un’eredità inevitabile, come un legame ricorrente che si manifesta con una decisa volontà di ricercare nell’abbraccio del tango il desiderio di emozionaci ancora nonostante tutto. A dispetto delle mille difficoltà che il terremoto ha portato in questa città, la gente ha voglia di riunirsi, di incontrarsi per sentire il calore di un sorriso”.
Ballando il tango si viene trascinati nella dolce melodia del ricordo, si va alla ricerca di un sorriso, di un abbraccio stretto che permetta di simpatizzare con i sentimenti dell’altro.
La scelta del posto, il convento di San Giovanni, è stata strategica per combinare ad una serata danzante, la valorizzazione di un tesoro da pochi conosciuto. Un convento antico della metà del 1400, impreziosito da uno splendido affresco del 1724.
La Milonga del Guerriero sarà un modo per valorizzare i ricordi, il ricordo della storia del borgo medievale di Capestrano e l’eredità inevitabile della memoria, travolgente essenza del tango.
Sono invitati a partecipare tutti gli appassionati di tango ma anche chi è semplicemente incuriosito dalla scoperta di nuovi posti e nuove realtà sociali.



