L’AQUILA – Il Tribunale del riesame dell’Aquila ha annullato la misura interdittiva del divieto temporaneo dell’esercizio d’impresa per il periodo di un mese a carico dell’imprenditore edile Sandro Martini, indagato per il reato di corruzione nell’abito dell’inchiesta della procura della Repubblica del capoluogo che ha coinvolto, come principali accusati, l’ex vice sindaco, Roberto Riga, e l’imprenditore Massimo Mancini, titolare della ditta Mancini Srl e vice presidente dell’Aquila Calcio, per presunte tangenti sui lavori di ricostruzione post-sisma, in particolare quelli sul complesso dell’Opera Salesiana da quasi 30 milioni di euro.

Arrestati ai domiciliari lo scorso 10 novembre, i due sono tornati in libertà il 25 novembre scorso.

A dare notizia dell’annullamento della misura a carico di Martini, il suo avvocato Tommaso Navarra.

Martini, titolare di un’impresa edile impegnata in numerosi appalti della ricostruzione post-sisma è finito nell’inchiesta per l’emissione di assegni bancari per circa 14 mila euro in più tranche a favore di Riga, al fine, ipotizza la procura, di ottenere la “benevolenza” dell’assessore per avvantaggiarsi nelle attività di ricostruzione.

Un’ipotesi giudicata, però, insussistente da Navarra.

“Il mio assistito – spiega ad AbruzzoWeb l’avvocato – ha un rapporto di amicizia di famiglia con l’ex vice sindaco e il suo è stato solo un prestito come già spiegato interrogatori in fase di indagine. Prestiti a cui non sono mai corrisposti interventi da parte di Riga a favore delle attività economiche di Martini”.

Prestiti, sottolinea Navarra, che “sono avvenuti principalmente dopo che Riga si è dimesso dalla sua carica di vice sindaco, in un periodo dunque nel quale quest’ultimo non poteva avere poteri per favorire l’imprenditore”.

L’indagine coinvolge anche un altro imprenditore, Simone Lorenzini, oggetto della stessa misura interdittiva annullata a Martini, e ancora sono indagati l’attuale amministratore delegato dell’Istituto poligrafico e Zecca dello Stato, Paolo Aielli, all’epoca dei fatti titolare dell’ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila (Usra), per abuso d’ufficio in concorso con l’allora dirigente del settore Ricostruzione privata del Comune dell’Aquila Vittorio Fabrizi.

LA MOGLIE DI RIGA: ”CIALENTE DEVE DIMETTERSI”

Intanto uno strale è arrivato da Elena Gallucci, moglie di Riga, dopo aver appreso che, per vicende e accuse ancora da chiarire, anche il sindaco, Massimo Cialente, è a sua volta indagato come comunicato da egli stesso in una nota.

“Il nostro sindaco deve dimostrare di volere il bene della nostra città e questo potrà farlo con le dimissioni – il suo sfogo – così come le aveva richieste e ottenute da Roberto Riga anche lui raggiunto da un avviso di garanzia. Non si possono fare distinzioni!”.