L’AQUILA – Continuano le reazioni all’inchiesta ‘Do ut des’ della procura della Repubblica dell’Aquila sugli appalti post-sisma dell’Aquila, che ha portato agli arresti domiciliari quattro persone: gli ex assessori comunali dell’Aquila Vladimiro Placidi e Pierluigi Tancredi, la stretta collaboratrice di quest’ultimo Daniela Sibilla e l’esponente di una delle ditte coinvolte, la Mercatone Uno, Pasqualino Mace.
OPPOSIZIONE, ”CORRUZIONE E AMBIGUITA’ BLOCCA RICOSTRUZIONE, CIALENTE SI DIMETTA, VOTO A MAGGIO”
“Perché la città non si ricostruisce? La risposta è che la città non si ricostruisce perché combatte ogni giorno contro un vento sfavorevole, un vento ben peggiore di quel terremoto che è durato ventitre secondi e poi si è fermato. Un vento sfavorevole di corruzione e ambiguità che ci accompagna da più di quattro anni”, scrivono in una nota i consiglieri comunali Raffaele Daniele (Udc), Daniele Ferella (Tutti per L’Aquila), ed Emanuele Imprudente (L’Aquila Città Aperta).
“Dagli accordi pre-elettorali – affermano i consiglieri – in cui si promettevano poltrone in cambio di voti, agli scandali e agli arresti di oggi. Con cadenza martellante sono emerse sempre più ombre sul ‘modus operandi’ di questa amministrazione. Senza entrare nel merito delle ultime vicende, non possiamo nascondere l’amarezza di vedere, nei tg nazionali, l’immagine di una città sporcata, di una sporcizia che è più solida delle macerie. Perfino in una città anestetizzata come L’Aquila inizia a montare un diffuso senso di indignazione che difficilmente si stempererà nei prossimi giorni”.
“Chiediamo al sindaco, Massimo Cialente, un gesto doveroso invitandolo a rassegnare le proprie dimissioni e a sfruttare la prossima finestra elettorale di maggio per un vero e proprio election day in modo che, senza aggravio di costi, i cittadini possano nuovamente esprimersi e valutare se si riconoscono ancora in questo modo di amministrare o se, invece, hanno voglia di cambiamento”, proseguono.
“Non possiamo continuare così, anche perché si ha la sensazione che tutto questo sia solo l’inizio”, concludono i consiglieri di opposizione.
INVERARDI, ”SINDACO CHIEDA SCUSA A TUTTI COLORO CHE LAVORANO ONESTAMENTE”
“Non mi convince l’atteggiamento un po’ difensivo del sindaco Cialente – afferma il rettore dell’Università dell’Aquila, Paola Inverardi – credo che quando succedono queste cose, la prima cosa da fare è chiedere scusa a tutti, a tutti coloro che sono impegnati nella ricostruzione e che lavorano onestamente dalla mattina alla sera”.
Il rettore, intervenuta ai microfoni di Radio Città Futura, risponde così al primo cittadino dell’Aquila in merito alle indagini partite dai lavori di puntellamento di Palazzo Carli, sede del Rettorato dell’Università dell’Aquila.
“Dopodiché – continua la Inverardi – bisogna pensare meglio quando si scelgono i collaboratori, a come si scelgono e questi collaboratori devono sentire il peso della responsabilità politica e morale di quello che fanno”.
TINARI, ”COSI’ NON SI VA LONTANO, CAMBIAMENTO OBBLIGATORIO”
Per il consigliere comunale del gruppo Forza Italia, Roberto Tinari, “più volte si è denunciata la necessità di un cambiamento nella nostra città, ora è diventata obbligatoria. Si avverte più che mai la necessità di dare segnali di discontinuità con il passato attraverso comportamenti all’insegna della trasparenza e non dell’opportunità soprattutto politica. Purtroppo le cronache di questi giorni ci hanno dato la consapevolezza di essere finiti i nelle secche dell’emergenza. Ci troviamo a subire l’ennesima mortificazione. È facile dire oggi quello che si doveva fare ieri . Il solo volere il cambiamento auspicato da tanti non basta e abbiamo constatato che non porta lontano”.
“Ci troviamo, nostro malgrado, con una classe dirigente sempre più asservita alla stessa politica che ci ha portati immancabilmente alla penosa situazione attuale. È lo stesso sindaco che ce ne da conferma proprio in una sua intervista, laddove per ridisegnare nuovi assetti istituzionale, all’indomani del triste evento sismico, afferma senza remore, che sono stati utilizzati sterili contrapposizioni per salvaguardare, solo ed esclusivamente, una classe politica, incapace anche di riformare se stessa, attraverso la nomina di persone ‘non gradite dalla gente aquilana’. Purtroppo abbiamo dato anche di questi esempi e senza pudore alcuno si cerca anche penosamente di giustificarli”, commenta Tinari.
“Abbiamo dato in questi lunghi anni l’idea di una città sempre in attesa – lamenta il consigliere – di cosa e di chi non si sa è dato purtroppo la certezza del ‘provvisoriamente provvisorio’ come unica fonte di salvezza, quando invece si dovevano privilegiare comportamenti e segnali inequivoci che da più parti pervenivano. Abbiamo in questi anni perso la consapevolezza del concreto e dell’immediato, del fare bene dovunque e dappertutto, spesso delegando ad altri competenze che dovevano essere assegnate solo e soltanto ai cittadini aquilani. All’indomani del terremoto, diversamente da quanto detto dal sindaco Cialente, si sono proposti dei nomi anche in Consiglio comunale erano quelli dell’avvocato Attilio Maria Cecchini, del giudice Carlo Tatozzi, degli ex sindaci e così via dicendo. Questo, tuttavia, alla politica e ai suoi policanti non è piaciuto e ora le conseguenze sono sotto gli occhi (purtroppo) di tutti. Ma in questo clima non bisogna rassegnarsi. Bisogna concentrare gli sforzi e nessuno deve sentirsi escluso. Si è capito che l’ambiguità non premia più e a ognuno deve essere data la possibilità. la speranza che si può fare e si deve fare di più perchè questa è la nostra città, la mia città, L’Aquila. Ad maiora”, chiude la nota.
COMITATO 3 E 32, ”NESSUNA SORPRESA, SAPPIAMO TUTTO DAL 2009”
Non siamo per niente stupiti dalla notizia degli arresti e degli avvisi di garanzia per membri ed ex membri dell’amministrazione comunale, accusati di corruzione ed altri gravi reati. Era l’estate del 2009 quando lanciammo la campagna ‘100% trasparenza, partecipazione, ricostruzione’. Al tempo fummo presi per matti, successivamente fummo anche denunciati, solo per aver gridato a voce alta i nostri diritti”, il commento del Comitato 3 e 32.
“Il nostro scopo invece è sempre stato proprio quello di evitare che qualcuno approfittasse dei fondi della ricostruzione per il proprio tornaconto – proseguono – come invece è puntualmente avvenuto, da parte della Protezione Civile per il Progetto C.a.s.e. e da parte degli affaristi locali per i puntellamenti. Ci chiediamo con che coraggio i partiti della maggioranza continuino a sostenere questa giunta e questo sindaco, che in questi anni hanno sempre chiuso gli occhi di fronte alle nefandezze della Protezione Civile prima e dei suoi stessi assessori poi. Con che credibilità si può portare avanti una ricostruzione sicura? Come ci si può battere per la certezza di fondi con il Governo, se poi vengono amministrati in questo modo?”.
“La nostra battaglia per gli spazi sociali – continua la nota del 3 e 32 – e per la partecipazione attiva dei cittadini è sempre stata diretta ad un maggior controllo e trasparenza degli atti della Pubblica Amministrazione, ma quello che abbiamo ricevuto sono state denunce e perfino quattro condanne di 6 mesi, proprio per quelle manifestazioni in cui si chiedeva giustizia, partecipazione e trasparenza. Nonostante, per natura, siamo profondamente garantisti, siamo convinti che gli affari emersi oggi non siano un episodio isolato, ma che rappresentino una tendenza comune a tutta questa classe politica, ormai completamente scollata dalla realtà sociale e dalle difficoltà delle persone, dei lavoratori divorati dalla crisi, ma dedita unicamente alla sua auto-sussistenza attraverso poltrone, favori e clientele”.
“Lo stesso sistema della ricostruzione, ipocrisie e false promesse non ha fatto altro in questi anni che alimentare i privilegi, le posizioni di potere e il profitto di pochi – si legge ancora nella nota – discapito delle fasce sociali più deboli, giovani precari, disoccupati, che non hanno altre prospettive se non quella di andarsene via da questo territorio, regno delle mafie e del malaffare. Il tempo di questo sistema politico è già scaduto, e se non hanno nemmeno il coraggio di riconoscerlo e di lasciare spazio ha chi ha le capacità, la volontà e l’onestà per ricostruire in modo diverso questa città, allora saranno spazzati via dalla nostra rabbia. Adesso basta, la città deve ribellarsi di fronte a tutto ciò, le cricche non sono solo quelle di Piscicelli e Letta, ma anche quelle di chi dall’interno ha speculato sulla ricostruzione. Mandiamoli a casa!”.
CASAPOUND, ”SCIOGLIMENTO CONSIGLIO COMUANE, ALLE URNE IN PRIMAVERA”
“Scioglimento del consiglio comunale e ritorno alle urne in primavera”, chiede CasaPound Italia alla luce dei risultati dell’inchiesta ‘Do ut des’.
“Prendiamo atto delle parole del sindaco Cialente che afferma di ‘sentirsi tradito’ dai risvolti delle indagini, che hanno coinvolto figure che ricoprono importanti incarichi nella precedente amministrazione e in quella attuale – sottolinea Paolo Ardini, portavoce aquilano di Cpi – non vogliamo assolutamente sostituirci all’operato della magistratura, che si occuperà di accertare la presenza di eventuali illeciti, ma questa inchiesta non è che l’ennesima tegola su un’amministrazione sempre più screditata agli occhi della cittadinanza per l’incapacità di rispondere in maniera efficace ai due principali problemi che affliggono L’Aquila: la casa ed il lavoro”.
“Invitiamo quindi il sindaco Cialente a sciogliere un’amministrazione comunale – aggiunge – su cui si sono addensate troppe ombre, e che non gode più della fiducia né degli aquilani, né dello stesso sindaco, che ha con le sue affermazioni ha di fatto dichiarato di non essere in grado di vigilare sull’operato degli amministratori comunali, né di potersi pienamente fidare dei suoi sottoposti. Le grandi sfide che L’Aquila si trova ad affrontare in questo difficile periodo richiedono infatti un’amministrazione che goda della piena legittimazione da parte della popolazione, una legittimazione che ormai non può che arrivare se non da un ritorno alle urne già alla prima data utile, il 25 e 26 Maggio, in concomitanza con le elezioni regionali ed europee”.
MARIANI (IDV), ”SIAMO INDIGNATI, MA GOVERNO NON ABBANDONI L’AQUILA”
“L’Italia dei valori provinciale esprime forte indignazione per i casi di corruzione e di mal costume riferiti all’attività di puntellamento e di ricostruzione sviluppatasi negli anni 2009/2011 che hanno interessato l’amministrazione Comunale dell’Aquila”.
Lo scrive in una nota Rinaldo Mariani, segretario provinciale dell’Idv dell’Aquila.
“Il nostro partito, ad ogni livello – afferma Mariani – auspica che la Magistratura faccia il suo corso fino in fondo, in tempi brevissimi, perché la città deve sapere la verità e non può aspettare nell’incertezza. La corruzione di pochi non può infangare l’onestà e la correttezza di tanti che si adoperano con dedizione alla gestione amministrativa di una città alle prese con i gravosi problemi della ricostruzione”.
“L’Italia dei valori rappresentata in Consiglio e nella Giunta Comunale dallo scorso giugno 2012, totalmente estranea ai fatti oggetto di indagine, è impegnata, non da oggi, a garantire trasparenza e linearità all’azione amministrativa, che viene concretizzata in questi giorni con i provvedimenti di rotazione di dirigenti e funzionari e con l’istituzione della Centrale Unica di Committenza, che garantirà chiarezza e controllo nelle procedure di appalti e forniture ed eviterà, inoltre, la discrezionalità gestionale”, ancora Mariani nella nota.
“Saremo garanti di un’azione amministrativa trasparente e a tolleranza zero verso abusi e parzialità. C’è bisogno, comunque, di un rilancio dell’azione politico-amministrativa che veda coinvolti maggiormente organizzazioni sociali, sindacali, imprenditoriali ed anche di un maggior raccordo tra tutti i Comuni del cratere, per accelerare il percorso di ricostruzione e per relazionarsi con più forza con il Governo nazionale, evitando che la città dell’Aquila sia abbandonata dalla politica nazionale e dai palazzi romani”, conclude la nota.
FORZA NUOVA, ”SIAMO OFFESI, GLI AQUILANI NON SCENDONO IN PIAZZA”
In una nota di Forza Nuova provinciale si legge: “Non ci sentiamo indignati per quanto accaduto nella giornata di ieri ma offesi, ed è come dovrebbero sentirsi tutti i cittadini della provincia di L’Aquila. Offesi dal comportamento di coloro che dovrebbero avere il compito di tutelarci ed essere al nostro servizio, specie dopo una catastrofe come quella del 2009. Abbiamo ascoltato le intercettazioni di imprenditori che ridevano, ma questo è molto peggio: c’è il tradimento di una fiducia data al momento del voto e successivamente riconfermata al momento delle elezioni del 2012. Ma come mai gli aquilani ancora non sono scesi in piazza? Dove sono le loro carriole, la loro rabbia?”
“Dimissioni del consiglio comunale e elezioni immediate, questo è quello che vogliamo”, il parere del movimento.
M5S, ”TUTTI A CASA, SPAZZARE VIA ANCHE GIANNI CHIODI”
L’Abruzzo ormai è costantemente nelle cronache nazionali sempre per lo stesso motivo: continue inchieste giudiziarie, scandali politico-imprenditoriali, corruzione, mazzette, spreco di denaro pubblico, eccetera. A questa frenetica attività delinquenziale, o presunta tale, fa da contraltare un immobilismo quasi totale nelle questioni che invece riguardano i cittadini. L’Aquila è lo specchio di questa situazione: molte inchieste, tanti sprechi, ricostruzione quasi zero. La vicenda aquilana sta mostrando il peggio dell’Italia, a cominciare da coloro che ridevano durante il terremoto fino a chi ha speculato, in vari modi, sulla ricostruzione”, la presa di posizione dei parlamentari parlamentari abruzzesi del Movimento 5 Stelle Vacca, Colletti, Del Grosso e Castaldi.
Il Movimento scrive che “I responsabili di questa situazione sono tanti, e tra questi ci sono gli uomini dei partiti che hanno amministrato l’Abruzzo e le sue città in questi anni. Non solo quelli coinvolti direttamente (che sono solo una parte del marcio) ma anche tutti coloro che non hanno denunciato apertamente un sistema corrotto fin dalle fondamenta ma al contrario hanno tollerato, chiuso un occhio, avallato questa realtà e le persone che ne facevano parte. I partiti (destra, sinistra, centro) sono gli sponsor di questo sistema, sono marci fino al midollo, e sono i principali responsabili di quello che sta accadendo. Com’è possibile che un sindaco presente da moltissimi anni in comune non sapesse tutto quello che sembra sia avvenuto? O è del tutto incompetente e inadeguato a fare il sindaco, oppure sapeva ma non parlava. Non sapremmo quale ipotesi sia la peggiore. Stessa cosa per la presunta paladina della ricostruzione (che non c’è), la senatrice del Partito democratico Stefania Pezzopane. Questi baroni politici aquilani, visto che non avranno la dignità, la decenza, il pudore di scomparire da soli dalla scena politica dimettendosi all’istante, verranno spazzati via dai cittadini, da quella maggioranza sempre più numerosa che vuole un cambiamento radicale. Così come verranno spazzati via nei prossimi mesi il presidente della Regione Abruzzo ed ex commissario alla ricostruzione Gianni Chiodi e gli altri artefici di questo disastro nel quale vivono gli abruzzesi”, chiude il M5S.
DE AMICIS (ROSS@), ”VIA CIALENTE, MA L’AQUILA E’ SOTTO SCATTO DELLA TROIKA”
L’AQUILA – “Perchè tanto stupore? In verità ci aveva ammonito in tal senso Ignazio Silone. Aveva descritto in maniera precisa, circonstanziata, il sostrato politico, culturale e psicologico sul come si rideterminano i
rapporti tra istituzioni e cittadini dopo un evento tragico. Ragionò molto sulla sottomissione degli strati più deboli della popolazione, sulla loro psicologia di sostanzia asservimento verso le idee del potere. “In una contrada come la nostra, in cui tante ingiustizie rimanevano impunite, la frequenza dei terremoti appariva un fatto talmente plausibile da non richiedere ulteriori spiegazioni”.
Così in una nota l’esponente del Movimento Ross@ dell’Aquila Alfonso De Amicis.
“La disgrazia collettiva si trasformava in occasioni di più larghe ingiustizie – aggiunge – mentre la maggior parte dei morti giaceva ancora sotto le macerie. Chiaro, straordinariamente attuale. Lasciamo da parte l’aquilanità e Sant’Agnese. Politica, malaffare e mala-democrazia si tengono. Questo crogiuolo costituisce uno degli aspetti più inquietanti di questo periodo. C’è una peculiarità storica che diverte: i vuoti di memoria. A nessuno più sovviene il ricordo circa le vicende di tangentopoli. Tutti si lamentavano, sbraitavano contro la politica sporca, ma non un essere sociale capace di guardare al di la del proprio naso, con il risultato, che il vero erede del moralismo senza politica fu Silvio Berlusconi. L’uomo del miracolo aquilano. Così oggi, etica e morale, senza politica riconsegneranno la città agli stessi di sempri o a massimo ad un nuovismo di maniera. ‘Il nuovo che avanza al vecchio telefona’”.
“Via Cialente – dice quindi De Amicis – sono d’accordo. Tuttavia, forse converebbe mandarlo via per la sua inettitudine, la sua sottomissione alle poltiche del governo centrale e dei diktat della troika. Provvedimenti recessivi che stanno uccidendo questa città e l’Italia. La corruzione è una concausa di questo degrado. I finanziamenti non arrivano, non arriveranno perché bisogna sottostare alle politiche ‘delle austerità espansive’ un’imbroglio scientifico demisticato da alcune università americane. Altro è fuffa. Così come è fuffa pensare e credere che l’ultimo scorcio storico, l’epifania di un rinnovato rinascimento è da ricondurre all’evento sismico del 6 aprile 20092
“Il lento declino era in atto da tempo, così come la sudditanza verso i potenti. Costoro che ‘strusciavano’ sotto i portici con codazzo aL seguito è la fotografia e l’immagine ante dello straordinario documentario Draquila firmato da Sabina Guzzanti. Lo specchio fedele dell’Italia e dell’Aquila. L’ignavia democratica, dovrebbe indurci alla vergogna. Gli omuncoli che oggi girano per le prime pagine dei giornali del web, erano noti, conosciuti. Pur tuttavia gli ingenui ancora aspettano la redenzione degli ‘aquilani’. Suvvia”, conclude l’esponente di Ross@.
LANCIA, ”SINDACO DEVE DARE DIMISSIONI, CREDIBILITA’ PERSA”
“Ho appreso con sgomento le notizie relative alla vicenda delle presunte tangenti per la ricostruzione di L’Aquila. Da aquilana e per i cittadini, confido in un rapido chiarimento delle singole posizioni. In caso contrario, sarebbe insopportabile il danno alla città sia sotto il profilo dell’immagine che della credibilità politico-amministrativa, requisito indispensabile all’attrazione di risorse ancora necessarie alla ricostruzione. Data la situazione, quindi, ben farebbe il Sindaco, capo dell’Amministrazione e responsabile in ordine alle scelte sia politico-amministrative che dei collaboratori a rassegnare le dimissioni e ciò al fine di aprire una nuova fase amministrativa, capace di restituire dignità e credibilità istituzionale alla città. Esprimo solidarietà agli aquilani, che ormai con crescente sfiducia assistono all’odioso gioco del rimpallo di responsabilità, auspicando nel contempo un più alto senso di responsabilità da parte di tutti gli attori istituzionali che a vario livello rappresentano la città e che per essa debbono lavorare”, il commento in una nota di Ersilia Lancia, assessore provinciale alla Ricostruzione.
RUGGERI (LCA), ”SINDACO, DIMISSIONI SONO DOVERE MORALE”
“Sindaco – la lettera di Corrado Ruggeri, segretario comunale di L’Aquila Città Aperta – firma quelle dimissioni e per una volta nella tua vita mantieni la parola: non le ritirare, fai quello sforzo che la stampa nazionale e locale ti chiede. Io non c’ero e se c’ero dormivo e se dormivo sognavo di non esserci! Le tue pseudo giustificazioni (del tipo ‘mi sono sentito tradito!’), impallidiscono di fronte alla realtà, che è ben altra. Ce l’ha ricordato molto bene ed in modo crudo e realista Trigilia, il ministro del tuo partito, il Partito democratico, che in sintesi ha detto: ‘basta chiedere soldi’. Le tue continue liti con tutti, le tue ridicole marce su Roma, le tue bugie, le tue battute che sanno tanto di presa per i fondelli, i tuoi fantomatici progetti (ammesso che tu ne abbia) stanno danneggiando la nostra amata città più del terremoto. A volte ci si chiede se ‘ci sei o ci fai’, ma tu, imperterrito, ogni giorno te ne inventi una nuova, con il risultato che la Città è stata messa all’angolo, con i suoi abitanti. Molti se ne sono andati, altri stanno per farlo. Il dopo sisma – nonostante il dolore, le numerose ferite da rimarginare – ci ha fatto sperare in un domani migliore per la ricostruzione. Infatti, si parlava del più grande cantiere d’Europa e si immaginava una città moderna, sicura, grazie alle più sofisticate tecnologie, supportata da un’idea di città in grado di guardare al futuro.Oggi ci ritroviamo una comunità dispersa, che ha perso la sua identità. La nostra era una città tranquilla, sicura. In alcune zone si dormiva ancora con le chiavi alla toppa. Oggi, si pensa alle proprie abitazioni come un fortino assediato da difendere con sistemi di allarme, telecamere, se non addirittura grate alle finestre. Non sei riuscito a seminare il germe della rinascita, a ridare anima alla comunità, a garantire la legalità, la correttezza dei procedimenti, la trasparenza degli atti. Stai vanificando gli sforzi di una città che ha continuato a credere in un domani possibile e che gli ultimi deprecabili fatti hanno riportato nell’alveo del più cupo pessimismo. Le tue dimissioni, a questo punto, sono un dovere morale, civile e di rispetto delle regole democratiche”.




