L’AQUILA – Amarezza e rabbia misti alla consapevolezza di essere estranea alla vicenda giudiziaria scoppiata ad inizio agosto. Sono i sentimenti predominanti nell’ex assessore alla Protezione civile Daniela Stati, dimessasi dall’esecutivo dopo l’inchiesta su su presunte tangenti nella ricostruzione avviata della Procura dell’Aquila e che ha coinvolto il padre, Ezio, il compagno, Marco Buzzelli, degli imprenditori Vincenzo Angeloni e Sabatino Stornelli.

Tutto sarebbe nato dalle pressioni che i Pm ritengono siano state fatte dai protagonisti dell’inchiesta per favorire la società in house della Regione Abruzzo Engineering per l’acquisizione di un appalto da 1,5 milioni di euro.  Secondo la Stati c’è una sola persona che può fare chiarezza sull’intera vicenda: il premier Silvio Berlusconi.

SU ABRUZZO ENGINEERING: “MAI DATO UN EURO ALLA SOCIETA’”
 
“Non potrò parlare della vicenda per la  quale sono indagata e ho ricevuto avviso di garanzia, ma voglio fare excursus. Abruzzo Engineering oggi, Collabora engineering ieri, ancora prima Collabora e Sviluppo lavoro:  sono tappe di un processo  processo iniziato quando in Provincia dell’Aquila c’era Palmiero Susi. Un percorso  poi condiviso dopo dal centro sinistra, dalla presidente Pezzopane, dopo c’è stato il coinvolgimento di partner privato, come Finmeccanica e in questo caso Selex fino al giorno in cui Regione è entrata  a far parte della società, rendendola in house”.

“Io sono l’unico assessore di Protezione civile che nei confronti di Ae non ha mai affidato un euro di lavori. Le delibere ed atti parlano per me. Sono sicura del lavoro che sta svolgendo la magistratura e questi dati verranno fuori”.

“BERLUSCONI VENGA A FARE CHIAREZZA”

“Provo amarezza e rabbia e e dispiacere”. Ha aggiungo l’ex Assessore che oltre ad invocare l’intervento chiarificatore del premier attacca senza mezzi termini il suo ex partito.

“Il Pdl, un grande partito, il partito della famiglia della solidarietà. Molti esponenti del Pdl, senatori e parlamentari, quando cadde il governo di centro sinistra fecero a gare per affollare le agenzie di stampa per dare solidarietà a Del Turco. Questa cosaio  non l’ho avuta. E mi auguro che questo tema sia al centro di un comitato nazionale del partito, regionale provinciale per parlare di vicenda importante e parlare con Berlusconi, con lui voglio parlare come donna e come mamma”.

“Non solo come politico. Oggi sto vivendo vicenda che mi vede coinvolta per una firma messa su un’ordinanza, e questa firma l’ha messa il premier. Perciò Presidente la prego di tornare all’Aquila e dica che ha firmato quest’ordinanza, come l’ha fatta, qual è stato il mio impegno per l’ordinanza. Venga solo a dire la verità e a dare dignità ad una donna e ad una mamma.  Sono certa di essermi comportata in maniera corretta”.

SI SALVANO SOLO VERDINI,  PASTORE, PICCONE E IAMPIERI

Dal calderone delle accuse Daniela Stati esclude gli unici ad aver mostrato un segno di vicinanza, nei suoi confronti, ovvero il coordinatore nazionale del Pdl Denis Verdini, i senatori Filippo Piccone e Andrea Pastore ed il responsabile provinciale del partito Emilio Iampieri.
“In quei giorni mi chiamarono Verdini e Piccone. Dopodiché non ho ricevuto nulla, non una visita di qualche consigliere o assessore,  per sapere come stavano le cose. O per fare una riunione di partito, per capire come superare momento. Non è arrivato nessun seguito”.

“Nell’altra conferenza stampa non è venuto nessuno, eccezion fatta Emilio Iampieri in qualità di responsabile di partito che ringrazio.  Mi sono sentita sola e amareggiata, la mia amarezza arriva dalla solitudine”. La Stati ha ringraziato pubblicamente anche il senatore Andrea Pastore “per l’interrogazione parlamentare presentata sulla mia vicenda al Ministro e al presidente Berlusconi”.

“NON TORNEREI MAI IN GIUNTA MA CHIODI ASPETTI A NOMINARE NUOVO ASSESSORE”

Nega ogni possibilità di ritorno nell’esecutivo guidato da Gianni Chiodi Daniela Stati che ha aderito al gruppo misto: “Una scelta dura e difficile. Rimango fedele al mandato degli elettori e al programma di centro destra ma sarò attenta a tutte le decisioni che verranno prese. Non tornerei mai in giunta né con  le vecchie deleghe né con altre. Non mi piacciono le minestre riscaldate. Però chiedo al presidente Chiodi una cosa:   Presidente trattieni ad interim le eleghe che avevo e aspetta che si chiuda la vicenda e una volta conclusa  scegli l’assessore che riterrai opportuno”.

“Mi si dia almeno la possibilità di far chiudere vicenda giudiziaria, vediamo cosa tira fuori magistratura, e poi Chiodi prenderà  la decisione. Sarebbe un segnale politico importante, per non far sembrare che la mancanza di solidarietà da parte sia legata al fatto che dopo le mie dimissioni i miei ex colleghi di maggioranza siano stati presi dalla scelta del mio sostituto. Sono stata, come ha detto Chiodi, sempre disponibile e corretta: credo di poter fare questa richiesta”.

Parlando del suo futuro all’Emiciclo, inoltre, la Stati ha negato ogni possibilità di avvicinamento al movimento dei finiani di Fli.

Riferendosi alla gestione dell’emergenza in Alta Valle Aterno dovuta allo sciame sismico la Stati ha evitato ogni commento sull’operato dell’assessore ad interim Chiodi:

“Non voglio parlare dello sciame sismico. Ci sono esperti ed i tecnici per fare certe valutazioni. Prego solo Dio che non accada nulla: gli aquilani hanno già sofferto troppo”.

LE DOMANDE SU ABRUZZO ENGINEERING

Non vuole parlarne prima che la magistratura faccia il suo corso ma sulla società in house della Regione la Stati vuole delle risposte. Le chiede all’assessore allo Sviluppo Economico, innovazione e tecnologia informatica Alfredo Castiglione.

“Il 21 settembre ci sarà un consiglio straordinario sulla ricostruzione. Ogni ora che passa è un’ora di più che mi avvicina alle domande che vorrei fare. Per esempio: nella gestione Stati-Chiodi, quante assunzioni sono state fatte ad Abruzzo Engineering? Oppure come sono state assunte le persone che sono lì? Mi auguro che nel consiglio del 21 i revisori dei conti ci facciano sapere qual è la situazione debitoria della società.  AE non è un mio braccio operativo, è un braccio operativo dell’assessore Alfredo Castiglione, mi auguro che lui sia chiaro in Consiglio per far sapere come si trova Abruzzo Engineering”.

“Io non ho fatto nomine nel cda di Abruzzo Engineering, c’è il direttore di Alfredo Castiglione, al quale chiedo a che punto sta il piano operativo della società. Vorrei avere queste risposte prima del 21 o aspettiamo il consiglio”.

“Una domanda la faccio a me stessa: perché non avendo assegnato una lira ad Ae vengo tacciata dai lavoratori, dalla stampa o da colleghi come quella che ha fatto un’azione di sciacallaggio? Questo non è mai stato fatto. Ci deve essere chiarezza, che vengano a farla Castiglione o il direttore del sistema informatico Domenico Longhi”.

“NEI MIEI PENSIERI ORA C’E’ SOLO DANIELA STATI”

“Oggi al centro dei miei pensieri ci sono solo Daniela Stati, i miei figli, i miei amici. Questo perché ho la serenità di non aver fatto nulla e la certezza che quell’ordinanza è stata fatta da Berlusconi , lui l’ha decisa. Lui è cosi attento a tematiche non solo politiche, sociali, quando si parla di famiglia. Lo prego di venire in Abruzzo e dire che questa donna che ha contribuito per il partito è stata persona corretta”.

“Lo devo ai miei elettori.  Poi quale sarà il percorso della magistratura è altro canale. Oggi devo ridare dignità a chi ha creduto. Credo che Berlusconi verrà se riceverà questo messaggio. Sono pronta ad ogni tipo di confronto”.